ambiente

28.02.20 5 notti a Holbox, un’isola tra Caribe e Golfo del Messico dove la natura è ancora la protagonista

Da Chiquila’ servono 25 minuti di traghetto e 200 pesos a persona, arrivati al porto ci sono ad aspettare decine di golf car, tipico taxi e unico mezzo a motore dell’isola, che con 50 pesos ci porta alla nostra guest house “Casa Blata” un po’ fuori dal centro, verso Punta Cocos.

In questa zona ci sono guest house di medio livello e alcune di alto livello certamente stanno costruendo a gran ritmo e tra qualche anno chissà….

La spiaggia è piccola ma molto carina, in acqua ci sono palizzate che ospitano pellicani e gabbiani di varie specie.

Holbox è un isola lunga circa 30 km e larga da 500 metri a 2 km, tra il golfo del Messico e il Mar dei Caraibi. Si trova all’interno di un’area di protezione fauna e flora denominata Yum Balam.

L’acqua del mare pur avendo bellissimi colori non possiede la limpidezza delle acque caraibiche per l’unione di questi due mari.

Il paese si sviluppa dal porto verso l’altra sponda dell’isola dove nella zona centrale, attorno alla piazza e non solo, si concentrano tutti i ristoranti, caffè ed i piccoli negozi di alimentari e souvenir.

Verso est si trovano guest house e alberghi di alto livello e la spiaggia e’ molto grande attrezzata con lettini anche a 800 pesos al giorno.

E’ possibile poi spingersi a piedi sino a Punta Mosquitos, consultate la guida alle maree, dopo capirete perché, comunque noi siamo andati così :

Dal centro puoi arrivare a piedi, con bici o taxi sino all’hotel Las Nubes. Da lì si può entrare solo a piedi e abbiamo iniziato il tragitto lungo la costa sino al fiume che è sconsigliato di attraversare perché ci sono i coccodrilli per cui siamo entrati in mare ed abbiamo raggiunto il sand bar sino ad arrivare di nuovo sulla spiaggia quando si giunge a Punta Mosquito.

Adesso il giusto riposo sulla spiaggia deserta per rigenerare lo spirito e vivere a tu per tu con la natura ed il mare.

Per il ritorno abbiamo camminato per tutto il sandbar dato che eravamo in bassa marea, fantastico!!

1 ora di cammino tra le 17 e le 18 in mezzo al mare con miriadi di uccelli intorno a noi, ad un certo punto abbiamo visto in lontananza 11 flamingos, sembrava ci aspettassero, hanno iniziato a danzare con la loro signorilità.

Uno spettacolo che ci ha lasciati a bocca aperta.

Arrivati di fronte a Las Nubes abbiamo raggiunto la spiaggia ed a piedi siamo andati in centro al ristorante Viva Zapata dove abbiamo cenato e festeggiato il mio compleanno.

Il paese è rallegrato dai molti murales colorati

mentre la sera i ristoranti con musica dal vivo e le strade di sabbia danno un tocco molto messicano al luogo.

Nell’isola si trova anche un piccolo aeroporto che con voli a circa 120 US dollar a persona collega Holbox con Cancun in 25 minuti (Holboxeno.com).

Il nostro soggiorno ha coinciso anche con i due giorni di carnevale dell’isola dove nel paese sfilavano piccoli carri allegorici e spettacoli a tutti gli angoli, messi su dagli abitanti.

A differenza di quanto letto in alcune guide, non è vero che nell’isola accettano solo contanti, perché molti sono i ristoranti e le guest house/alberghi che accettano carta di credito ed inoltre ci sono 2 bancomat per il prelievo dei contanti.

Le attività da svolgere nell’isola oltre al semplice relax in spiaggia sono da maggio a settembre, l’osservazione del passaggio delle balene che è possibile fare solo con tour organizzato. Io sono contrario a questo tipo di attività che vanno ad infastidire i cetacei e molte volte vengono feriti dalle barche dei tour che si spingono sempre più vicino per accontentare i turisti. Chiedo a coloro che abbiamo un po’ di sensibilità di non prenotare i tour per le balene e magari usare le agenzie per i tour nelle isolette vicine (Pasion, Pajaros, Contoy) o nelle mangrovie per l’osservazione degli uccelli e dei coccodrilli.

Da maggio a Settembre è inoltre possibile osservare la bioluminescenza marina, fenomeno molto suggestivo originato dal plancton.

L’isola piuttosto ventosa si presta al kitesurfing nella zona ad est dopo Las Nubes ed al kayak lungo il fiume e nelle mangrovie.

Ristoranti che mi sento di consigliare sono :

Big Fish per il pesce crudo ottimo e non solo

Viva Zapata per le grigliate di pesce e l’aragosta come da foto

Barba Negra per la grande varietà di tacos

Ultima cosa i tramonti da non perdere sono visibili sulla costa da Punta Cocos a Punta Mosquito sono stupendi.

Ecco un esempio

Akumal, 12 anni dopo

Stamani quando siamo partiti da Tulum per spostarci verso nord, dopo 26 km di strada in direzione Cancun e vedendo l’uscita per Akumal, non ho saputo resistere e ci siamo fermati.

Troppa era la voglia di vedere quella spiaggia dove mi sono divertito con Ludo di 4 anni che aveva il varano in braccio e Edo di 12 anni quando siamo andati a fare snorkelling più volte e abbiamo visto barracuda e tanti pesci.

Quel mare splendido inoltre lo vidi facendo le mie prime immersioni e conseguendo il primo brevetto Padi.

Avevo qualche dubbio per il fatto che vederlo dopo 12 anni poteva essere completamente cambiato, come trovai nel 2012 L’isola di Morro di Sao Paolo a Bahia in Brasile che avevo visto la prima volta nel 2000.

Così è stato ahimè anche per Akumal…..

Mi spiego meglio, ma arrivando dalla strada ti fermano con l’auto e ti dicono di parcheggiare obbligatoriamente a 50 pesos. Dopo scendi dall’auto trovi un muro alto 2 metri che costeggia la spiaggia e fatti in po’ di passi trovi l’ingresso alla spiaggia a 100 pesos a persona.

Ingresso alla spiaggia

Ti dicono che è diventato parco e che devono controllare chi entra in spiaggia.

Così pagati 100 pesos ci mettono un braccialetto e si entra negli spogliatoi muniti di docce e dopo si arriva sulla spiaggia che era e rimane ancora stupenda.

Spiaggia bianca, mare calmo, acqua trasparente.

Vedo poi in mare molte boe che segnalano i posti dove fare snorkelling e i posti di uscita delle barche. In acqua anche una canoa con una guardia del parco a fermare se qualcuno va oltre una boa.

Per fare snorkelling devi prendere a noleggio ( pagando ovviamente) giubbotto e maschera.

Faccio due passi in spiaggia e arrivo al posto dove sono stato anni fa. Lettini ovunque, tutti molto vicini, irriconoscibile.

Caro Edo e Ludo se ritornassimo ad Akumal non sarebbe più come prima, niente più snorkelling in piena libertà, niente centro tartarughe alla fine della spiaggia e niente più paesino dei pescatori. Tutta un altra cosa

20.02.20 Tre giorni in spiaggia a Tulum

Dopo tre settimane a girovagare per il Messico e molti km percorsi con i pullman e auto, abbiamo trascorso tre notti a Tulum di vero riposo, soggiornando presso una Cabanas del Zazilkin Hotel & Cabanas all’interno della Riserva archeologica di Tulum, direttamente sul mare.

Ci sono varie Cabanas in vendita a Zazilkin, noi abbiamo optato per la Cabanas base per 2 persone che su Booking.com abbiamo trovato un’offerta a circa 1100 pesos a notte senza colazione e con bagno in comune.

Sicuramente il prezzo è più alto rispetto a tutte le sistemazioni avute nelle prime tre settimane in Messico negli Stati del Chiapas, Campeche e Yucatàn . È anche vero che siamo entrati nella Riviera Maya, posto turistico per eccellenza del Quintana Roo e Tulum, insieme a Playa del Carmen e Cancun, rappresenta l’élite turistica.

La spiaggia davanti allo Zazilkin si presenta corallina e bianchissima ed è quella di fianco al faro di Tulum ed alla zona archeologica, servono gli occhiali per non essere abbagliati dall’intensità della luce.

Per noi, comodi lettini di legno sotto tettoie e palme da cocco, davanti il mare dai colori che vanno dal turchese al blu e sullo sfondo le onde bianche che si infrangono sulla barriera corallina a qualche centinaio di metri dalla spiaggia.

Un leggero sargasso sulla spiaggia viene lasciato dall’alta marea la notte ma la mattina ci sono persone munite di rastrello e carriole intente a pulire la spiaggia.

Sicuramente abbiamo trovato un periodo buono per il sargasso che dal 2015 sta flagellando la costa Maya e che in certi periodi di forte arrivo delle alghe riceve disdette dai turisti.

In questi giorni invece, anche se la mattina il poco sargasso si trova sulla spiaggia, il mare è sempre pulito.

Una cosa che a mio parere reputo negativa in questa spiaggia è l’incessante attività di tour con barche che portano i turisti al prezzo di 10 US dollar a persona a fare snorkelling all’interno della barriera a vedere le tartarughe e qualche pesce . Questa è per me una fotografia del business sfrenato che si trova su questa riviera, che non rispetta il mare e le creature che lo abitano.

Come per le sistemazioni anche per la “comida” il prezzo, soprattutto sulla spiaggia, è molto alto e consiglio di evitare il bar sulle spiaggia più vicino alle rovine Maya, che vendono un guacamole a 130 pesos ( anziché 70) un burrito di verdure a 170 pesos ( anziché 90) e una limonata a 70 pesos (anziché 30).

I prezzi per la comida sono migliori nel “pueblo” e saper scegliere grazie a google map si possono trovare ottimi ristoranti a prezzo molto onesto come abbiamo trovato nelle settimane precedenti.

Se posso consigliare un ristorante a Tulum dico “El Sabor del mar” con piatti di pesce crudo e insalate di mare squisiti. Il posto è piccolo e serve andare presto per trovare posto, il pagamento è solo in contanti.

Tra l’altro il pueblo di Tulum è veramente a livelli di offerta a 360 gradi. Decine di ristoranti di tutte le tipologie, supermercati, vendita oggetti turistici , boutique, gioiellerie e molto altro, questo ci fa capire come alta sia la presenza di turisti a Tulum.

17.02.20 Calakmul rovine Maya nella Reserva della Biosfera Calakmul nello stato di Campeche

In data 17 Febbraio abbiamo visitato il sito Maya di Calakmul situato nello stato di Campeche all’interno della Reserva de la biosfera di Calakmul.

Dato che si arrivava con l’auto dalla laguna Bacalar che dista 250 km circa, abbiamo dormito in un bungalow del Cabanas Calakmul per 750 pesos con prima colazione, in un villaggio (Conhuas) situato nei pressi dell’entrata del sito di Calakmul e grazie a questo la mattina seguente facendo colazione molto presto siamo potuti partire per la visita.

Una volta entrati con l’auto e pagato il primo ingressodi 60 pesos a persona è necessario percorrere 60 km all’interno della Selva in una strada dove in molti tratti non è possibile superare i 30 km/ora, essendo presenti nella parte finale buche sulla carreggiata. Ma a mano che si percorre la strada ci addentiamo nella selva e non è difficile incontrare animali selvatici.

In questa Selva oltre ad una quantità enorme di flora si trovano anche molte specie di animali come scimmie ragno, serpenti, gatti selvatici, giaguari, tacchini selvatici, quest’ ultimi si sono incontrati più volte in mezzo alla strada che mostravano i loro colori sgargianti, mentre sugli alberi le scimmie ragno si svincolavano attraverso la fitta ramaglia. Per gli avvistamenti del giaguaro invece è necessario fare una visita con guida la notte o all’alba.

Dopo 1 ora e 15 minuti di auto dal primo ingresso si arriva all’entrata del sito e dobbiamo pagare altri 80 pesos a persona.

Ci sarà da camminare per 1 km nel sentiero che conduce alla rovine e c’è la possibilità di scegliere tre percorsi dal più corto al più lungo. Noi abbiamo optato per il più lungo dove servono almeno 4 ore e si possono vedere molte strutture ad oggi visibili delle oltre 7000 ancora da scoprire.

La Estructura ll nella foto sopra è veramente impressionante per la sua dimensione, una piramide con lati di 140 metri e altezza di 50 metri dove si può salire sino in cima ed osservare la distesa infinita della giunga a 360 gradi sino al Guatemala oltre alla Estructura I e la Estructura lll.

Estructura I vista dalla cima della Estructura II

Laguna Bacalar, tre giorni per riposare tra molte sfumature di blu’

Siamo stati tre notti presso un bungalow al Villas Ecotucan, nella laguna Bacalar.

Il Villas Ecotucan è immerso nella foresta ad 1 km di distanza dal strada nazionale 307 e 8 km dal centro di Bacalar.

La mattina sarete svegliati dagli uccelli della Selva alle spalle del proprio bungalow.

La laguna di fronte all’Ecotucan non possiede una vera e propria spiaggia, le molte piante arrivano a toccare l’acqua e ogni guest house che si trova in questa zona ha un proprio molo in legno, nel nostro caso oltre al molo nella laguna c’è una piattaforma piccola con una amaca e due lettini in legno dalla quale è possibile accedere all’acqua anche se lo spazio a disposizione non risulta proporzionato al numero dei turisti che soggiornano nei bungalow dell’Ecotucan.

Sarà possibile noleggiare gratuitamente kayak e passare il tempo a pagaiare però questo solo la prima mattina perché il pomeriggio si alza un vento da est, che pur essendo piacevole non facilita chi vuole dedicarsi a questo sport.

Per quanto riguarda la cittadina di Bacalar ha un proprio centro dove si trova il Forte San Felipe costruito per la difesa dai pirati nel 1700 circa. All’interno del Forte c’è un museo sulla storia di Bacalar e della penisola dello Yucatàn inoltre dalla torre e dai bastioni c’è una bella vista sulla laguna che con il sole offre alla vista le sette sfumature del blu’.

A Bacalar non esiste un malencon (lungo laguna) ma tra la strada e la laguna ci sono numerosi ristoranti, case private, imbarcadero per le vicine spiagge bianche sulla sponda di fronte a Bacalar. E’ praticamente impossibile accedere alla laguna in centro se non si entra in qualche ristorante, per fortuna però ci sono dei giardini pubblici ( ne ho visti due ) stretti e lunghi, attrezzati con tavoli e panchine, che dalla strada si affacciano alla laguna ed hanno un molo dove è possibile arrivare per fare il bagno e scattare qualche bella foto.

Nella parte più a sud di Bacalar si trova un centro balneario con una grande spiaggia bianca dove pagando si può entrare e godersi l’acqua in pace, importante non andare di sabato o domenica perché la pace ve la sognerete.

Un ristorante che posso consigliare e’ “Il Pina” che offre piatti di pesce, vegetariani e cucina messicana molto buoni sia come qualità che come prezzo. Andate presto la sera altrimenti non troverete posto.

Comunque l’offerta per i ristoranti sia a pranzo che a cena sono molti e se vorrete mangiare un ottimo Sevice di pescato a pranzo andate da Navieros Bacalar, posto semplice sulla strada lungo la laguna con piatti abbondanti e molto buoni.

Per quanto riguarda la zona dove soggiornavamo c’è un ristorante a 400 metri dall’ Ecotucan sulla laguna in un posto splendido. Si tratta del Cabanas Kuuch Kaanil che ha bungalow di buon livello un ristorante e un’isoletta di mangrovie con un molo in legno tutto attorno ed un bungalow sull’acqua dove godersi il tramonto durante la cena. Ve lo consiglio sia per soggiornare per che mangiare. Questa sotto è la foto del tramonto al ristorante menzionato precedentemente.

8.02.20 San Francisco de Campeche

Partendo da Palenque alle ore 8 con il pullman Ado al costo di 550 pesos a persona siamo arrivati a San Francisco de Campeche alle 12.30.

La città si trova sul mare della Costa del Messico detta Costa dei Pirati dato che in passato fu più volte presa d’assalto dai Pirati e nel 1666 fu iniziata la costruzione delle mura del forte ed oggi dopo una recente ristrutturazione sono entrate a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità ed è possibile visitarle in parte. Le Porte principali di entrata della città erano la Porta del mar e la Porta di tierra

Porta del Mar

Porta della Tierra

In prossimità del Porta della Tierra è possibile salire sul bastione di San Francesco e percorrere le mura sino al bastione di San Juan. La sera le mura sono ben illuminate

Per quanto riguarda il centro molto frequentata e’ la Piazza Central con la Chiesa e El Palazzo sede del museo della città.

Plaza Central e Chiesa El Palacio

Il Malecon (lungomare) anch’esso ristrutturato presenta un pista pedonale, una pista ciclabile, attrezzatura da palestra libera ed un illuminazione. Nella parte centrale si trovano delle fontane e la sera giochi d’acqua attraggono turisti e abitanti

Malecon

Tramonto sul Malecon

Visitare 6 Cenote nei dintorni di Valladolid in Yucatàn

Questa giornata l’abbiamo dedicata alla visita di 6 cenotes nella regione di Valladolid, lunghi sacri degli antichi Maya

Avendo la macchina a noleggio non è stato molto difficile (servono circa 1,5 ore da trascorrere in auto compreso il ritorno) ma credo che se qualcuno voglia farlo con il taxi, dato la vicinanza a Valladolid, possa essere fattibile comunque.

Abbiamo iniziato con i Cenote Samula e Xkenken, entrambi sono in caverna e si trovano all’Interno di un parco a poca distanza l’uno dall’altro. Il prezzo di entrata per entrambi cenote è di 125 pesos, ma non prendete la guida che verrà a proporsi perché non servirà a niente e non è compresa nel prezzo.

Cenote Samula

Nel Cenote XkenKen molte stalattiti sono presenti ed una gigante stalattite si trova al centro

Cenote XKenKen

Il terzo Cenote “Selva Maya” che si trova all’interno di un hotel, a differenza dei primi due visitati e’ completamente aperto. Il prezzo per entrare e’ di 80 pesos a persona e c’è la possibilità di pranzare con buffet e numerosi sono i negozi per i souvenir. I Cenote aperti hanno la particolarità di avere molta vegetazione sulle pareti che scende verso l’acqua. Tramite una scala in legno sulla parete si scende più o meno 1 metro dal livello dell’acqua dove si può entrare tuffandosi oppure tramite scendendo 4/5 scalini.

Cenote Selva Maya

Il quarto e quinto Cenote che abbiamo visitato sono Palomita e Agua Dulce, entrambi in grotta e a poca distanza tra di loro ma comunicanti nelle profondità tramite grotte sotterranee. Si trovano entrambi in una azienda con ristorante a buffet e servizi. I due Cenote sono molto simili, si entra da una grotta artificiale su di un lato e con una scala in legno si arriva a 1 metro dalla superficie dell’acqua. Un blu intenso ti avvolge e si vedono grosse radici di alberi che dal soffitto si allungano sino a toccare l’acqua, stalattiti e stalagmiti di varie misure, gocce di acqua che arrivano dal soffitto e cadendo in acqua interrompono il silenzio sacro che domina in questi luoghi.

Cenote Palomita

Nel Cenote Palomita uno squarcio sul soffitto di pietra lascia entrare un raggio di luce che crea sfumature di azzurro più chiaro sulla superficie dell’acqua, a sua volta i raggi dall’acqua si riflettono su un punto della parete mettendo in evidenza le stalattiti più piccole. La profondità dell’acqua di questo Cenote è di 60 metri.

Cenote Agua Dulce

Nel Cenote Agua Dulce dove la profondità dell’acqua è di 15 metri, ci sono più squarci sul soffitto e oltre alla scala in legno di accesso, su una piattaforma galleggiante arriva una scala a chiocciola per risalire in superficie. Questo Cenote lo abbiamo vissuto tutto il tempo da soli e ha una magia particolare, si sente che è un luogo sacro e per rispetto parlavamo sottovoce. Il rumore del gocciolio dell’acqua dalla volta si mescolava con il nostro rumore del movimento in acqua, posso solo dire che è stata un esperienza unica.

L’ultimo Cenote visitato e’ stato xcanahaltun nel quale si accede tramite una scala a chiocciola dato che si trova in grotta. Davanti a noi si e’ aperta una meraviglia che ci ha lasciati incantati, grazie alla grossa apertura sulla volta della pietra ci sono varie tonalità di blu’ sulla superficie dell’acqua,che non e’ molto profonda, ma arriva nei punti massimi a 9 metri.

Quando si esce dal Cenote lo spirito e l’anima sono completamente purificati.

Canon del Sumidero, Tuxla Gutierrez (Chiapas)

La mattina del 3 Febbraio abbiamo fatto un tour in barca, acquistato a 600 pesos a persona nella nostra guest house, nel Canion del Sumidero che si trova all’interno dell’omonimo Parque National Canon del Sumidero.

Il collettivo ci ha preso nella Guest House verso le 9,30 ed è partito alla volta di Tuxla Gutierrez dove nelle vicinanze si trova l’imbarcadero per la visita del fiume.

Un altro imbarcadero si trova nella cittadina di Chiapa de Corzo dove al ritorno ci siamo fermati per pranzare.

Il fiume Grijalva che attraversa il Canion nasce in Guatemala, poi entra in Chiapas e successivamente si getta nel golfo del Messico nello stato del Tabasco. In Chiapas si trovano 5 dighe su questo fiume.

La barca ha percorso 32 km sino alla diga Chicoasen dove si trova una centrale idroelettrica e successivamente siamo ritornati indietro al punto di partenza.

Il Canion inizia con una profondità di 30 metri d’acqua e 200 metri di altezza delle montagne laterali, mentre arriva ad una profondità di 100 metri e 1000 metri di altezza delle montagne laterali che arrivano a 90 gradi sul fiume creando un paesaggio mozzafiato. In questo punto detto il Castillo fu scena di un suicidio di massa di una tribù Indios che non voleva consegnarsi all’invasore spagnolo e si gettarono dal Castillo lungo la scarpata di 1000 metri.

Anche molta fauna è presente lungo il canon, durante infatti abbiamo avvistato 6/7 coccodrilli sia in acqua che fuori al sole, probabilmente stavano digerendo, abbiamo visto molte scimmie sugli alberi e numerosissimi uccelli sia acquatici che non.

In un punto del Canion si incontra una grotta detta de los colores, per i diversi colori delle pietre che compongono la grotta e dove si trova una statua della Madonna di Guadalupe. Nel mese di Dicembre si celebra una messa con le barche nella grotta in onore della Madonna.

Una puntualizzazione che faccio ogni volta che vado a giro nel mondo il luoghi così naturali è notare la quantità di plastica che trovo. Bene anche lungo il fiume si può vedere molta plastica dovuta alla vicinanza della città di Tuxla Gutierrez ed ogni anno avviene la pulizia tra la città e la diga dove durante le operazioni di pulizia vengono tirati fuori oltre 5000 tonnellate di rifiuti.

Trekking nel Parco della Maremma, Itinerario “Collecchio”

Il trekking “Collecchio” è costituito da due itinerari, C1 e C2, che partono entrambi dalla Tenuta dell’Uccellina ai bordi del Parco Regionale della Maremma.

Sia il C1 che il C2 hanno entrambi un tratto in comune, poi il C1 prolunga sino alla spiaggia detta Salto del Cervo.

L’inizio del trekking presso il podere Giulia attraversa un Oliveto sino ad arrivare ad una scala in legno che oltrepassa una recinzione (foto)

ed entra nel bosco sino alla TorreBassa .

Primo tratto Podere Giulia – Torre Bassa km 0,950

La Torre Bassa, un rudere, fu edificata dalla famiglia degli Aldobrandeschi nel 1200, oggi appare depredata dei blocchi di pietra che costituivano l’arco del portone principale, e’ rifugio di molti corvi e cimitero di due cani seppelliti recentemente nei pressi della Torre.

Si prosegue nel bosco per 180 metri sino al bivio della Torre dove continuiamo nel bosco sino alle VascheD’Argilla (km 1,350 )

Dalle Vasche D’Argilla, terreni umidi argillosi dove i cinghiali amano sguazzare per la pulizia del pelo, si prosegue verso Poggio alle Sugherine (km 0,610).

Questo tracciato, non molto lungo, presenta un sentiero in salita mettendo a dura prova il vostro fisico, ma arrivati in cima e salendo su una torretta in legno (foto)

si gode di una vista sulla costa e sulle isole dell’arcipelago Toscano che vi lasceranno a bocca aperta.

Ripartite dal Poggio alle Sugherine in discesa costeggiando sulla sinistra un tratto di bosco ceduo appena tagliato ( non è il massimo attraversare il bosco tagliato nei primi tempi, ma per il bosco questa pratica risulta fondamentale) si arriva alla Carbonaia (km 1,150).

Dalla Carbonaia potrete o ritornare al bivio della Torre (km 1,960) e chiudere il trekking C2 oppure (consigliato) proseguire il C1 ed arrivare con ancora km 1,850 sino alla spiaggia del Salto del Cervo.

L’ultimo tratto, prima della spiaggia, tra piante di rosmarino, ginepro, erica etcc. è un susseguirsi di profumi e panorami mozzafiato sulla costa. (foto)

La spiaggia è incastonata tra due scogliere, molto selvaggia, deserta, le mareggiate primaverili e le mancate manutenzioni, dato l’isolamento, hanno accumulato legna proveniente dal mare, ma quello che risalta all’occhio e’ la plastica che si è riversata sulla spiaggia durante le mareggiate.

Noi abbiamo raccolto la plastica sui 2 mq di spiaggia che abbiamo occupato, raccogliendo tutte le micro e macro plastiche e portandole nello zaino per tutto il trekking di ritorno.

Dato che negli ultimi tempi si sente molto parlare dell’avvelenamento del mare da parte delle micro plastiche, mi sento di suggerire alla Direzione del Parco di mettere un cartello nei pressi della spiaggia, prima della discesa finale dove possono arrivare i mezzi del parco, offrendo alle persone che arrivano con il trekking, un sacchetto da riempire di plastiche e lasciare il sacchetto nello stesso posto dove lo hanno trovato.

Credo che il mare ed il parco ne sarebbero molto grati.

Trekking sul percorso di una ferrovia abbandonata alla scoperta di ponti fantasma e natura incontaminata

Mi piace iniziare il mio blog con il racconto di un trekking molto vicino a casa mia, ma non per questo meno interessante di altre esperienze vissute in paesi lontani, anzi ricco di interessi naturalistici e storici di questa parte meno conosciuta della Toscana.
Siamo all’interno della Riserva naturale di Monterufoli-Caselli in Provincia di Pisa ed inizio a camminare di buon mattino in una giornata fredda invernale ma assolata, partendo dal punto dove il Torrente Ritasso incrocia la strada d’ingresso della Tenuta Villetta di Monterufoli nel comune di Monteverdi Marittimo.
Il sentiero nel primo tratto costeggia un pascolo, ma ben presto si arriva nel bosco e seguendo i segni bianco/rossi si nota la sede dei binari della vecchia ferrovia proveniente da Casino di Terra che fu a servizio della miniera di lignite dal 1850 al 1929 e smantellata pochi anni dopo quando il ferro occorreva per l’industria bellica.
Nei primi tratti della vecchia ferrovia il fiume che scorre sul fianco sinistro, forma delle graziose cascate sino a giungere al “pozzo delle pecore” dove l’acqua si calma e che deve il nome all’uso che ne veniva fatto per il lavaggio degli ovini.
Nel letto del fiume si notano ancora delle barriere in mattoni utilizzate in passato per convogliare l’acqua ad un vecchio mulino “Mulino di Canneto”, ancora visibile, tra la fitta macchia mediterranea, sulla sponda ovest del torrente.
Proseguendo il percorso si giunge nei pressi del primo ponte che permetteva al treno di attraversare il torrente e proseguire la corsa.
Qui il sentiero lascia la sede ferroviaria e scende nel torrente dove dopo 50 metri sarà’ possibile entrare ed attraversare il fiumiciattolo e godere della vista del ponte in mattoni e pietre alto circa 15 metri.
Attraversato il torrente iniziamo a camminare sulla sponda ovest e riguadagnamo la vecchia ferrovia dove si scorge sulla sinistra l’inizio di una sentiero per il Poggio Castiglione, poco dopo troviamo una vecchia casa diroccata detta “Cantoniera del Gaggino” eretta a servizio della ferrovia e dove sino al dopoguerra viveva una famiglia. Guardando dall’esterno il rudere e’ possibile vedere ancora esistente la volta del vecchio forno a legna.
Molto interessante la flora presente in questo punto, muschi e licheni che sono indice di un microclima umido del sottobosco e presenti qua ancora prima della grande era glaciale.
Lungo il percorso si scorgono ai bordi  grosse pietre ben lavorate con evidenti segni di scalpellinature, eseguite dalle maestranze locali durante la costruzione della ferrovia.
Arrivati in prossimità del secondo ponte, ma in ordine di grandezza certamente il primo, si dovrà scendere nel torrente sottostante costeggiando il maestoso manufatto che presenta un arco unico a mattoni per una luce di 20 metri ed in altezza certamente superiore ai 20. Dal torrente si risalirà per la sponda opposta a ritrovare la sede ferroviaria che in questo punto presente affioramenti rocciosi e cumuli di detrito colonizzati da particolare flora erbacea tipica od esclusiva di queste rocce che determina singolari fioriture primaverili, caratterizzate da giallo cuscini dell’Euforbia Spinosa.
Proseguendo sul lato a monte e’ possibile vedere anche alcuni manufatti in pietra e ferro, un tempo a servizio della ferrovia.
Giunti in prossimità del torrente Malentrata, noto per la vecchia miniera di magnesite si oltrepassa il terzo ponte della ferrovia e sino ad arrivare ad una all’interno della quale passava la ferrovia.  Queste rocce magmatiche dette “rocce verdi” furono originate 180 milioni di anni fa sul fondo dell’oceano.
La strada ferrata continua la sua discesa lungo il torrente Ritasso e il trekking continua sino alla frana del Settembre del 1929 che porto’ alla dismissione della ferrovia. Sarà possibile oltrepassare la frana ormai assestata e attraverso il sentiero giungere all’immissiome del Torrente Ritasso nel Torrente Sterza di cui e’ affluente. Sul torrente Sterza guadagnata la strada asfaltata (SP 18 della Prov. di Pisa) si scorgerà un quarto ponte della ferrovia.
Non so’ sino a quando sarà possibile ammirare i ponti di cui vi ho parlato, evidenti crepe e cenni di cedimento si notano in tutti i manufatti che ormai sfidano il tempo da almeno 150 anni ed in totale stato di abbandono da oltre 90 anni.

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