natura

8.02.20 San Francisco de Campeche

Partendo da Palenque alle ore 8 con il pullman Ado al costo di 550 pesos a persona siamo arrivati a San Francisco de Campeche alle 12.30.

La città si trova sul mare della Costa del Messico detta Costa dei Pirati dato che in passato fu più volte presa d’assalto dai Pirati e nel 1666 fu iniziata la costruzione delle mura del forte ed oggi dopo una recente ristrutturazione sono entrate a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità ed è possibile visitarle in parte. Le Porte principali di entrata della città erano la Porta del mar e la Porta di tierra

Porta del Mar

Porta della Tierra

In prossimità del Porta della Tierra è possibile salire sul bastione di San Francesco e percorrere le mura sino al bastione di San Juan. La sera le mura sono ben illuminate

Per quanto riguarda il centro molto frequentata e’ la Piazza Central con la Chiesa e El Palazzo sede del museo della città.

Plaza Central e Chiesa El Palacio

Il Malecon (lungomare) anch’esso ristrutturato presenta un pista pedonale, una pista ciclabile, attrezzatura da palestra libera ed un illuminazione. Nella parte centrale si trovano delle fontane e la sera giochi d’acqua attraggono turisti e abitanti

Malecon

Tramonto sul Malecon

Visitare 6 Cenote nei dintorni di Valladolid in Yucatàn

Questa giornata l’abbiamo dedicata alla visita di 6 cenotes nella regione di Valladolid, lunghi sacri degli antichi Maya

Avendo la macchina a noleggio non è stato molto difficile (servono circa 1,5 ore da trascorrere in auto compreso il ritorno) ma credo che se qualcuno voglia farlo con il taxi, dato la vicinanza a Valladolid, possa essere fattibile comunque.

Abbiamo iniziato con i Cenote Samula e Xkenken, entrambi sono in caverna e si trovano all’Interno di un parco a poca distanza l’uno dall’altro. Il prezzo di entrata per entrambi cenote è di 125 pesos, ma non prendete la guida che verrà a proporsi perché non servirà a niente e non è compresa nel prezzo.

Cenote Samula

Nel Cenote XkenKen molte stalattiti sono presenti ed una gigante stalattite si trova al centro

Cenote XKenKen

Il terzo Cenote “Selva Maya” che si trova all’interno di un hotel, a differenza dei primi due visitati e’ completamente aperto. Il prezzo per entrare e’ di 80 pesos a persona e c’è la possibilità di pranzare con buffet e numerosi sono i negozi per i souvenir. I Cenote aperti hanno la particolarità di avere molta vegetazione sulle pareti che scende verso l’acqua. Tramite una scala in legno sulla parete si scende più o meno 1 metro dal livello dell’acqua dove si può entrare tuffandosi oppure tramite scendendo 4/5 scalini.

Cenote Selva Maya

Il quarto e quinto Cenote che abbiamo visitato sono Palomita e Agua Dulce, entrambi in grotta e a poca distanza tra di loro ma comunicanti nelle profondità tramite grotte sotterranee. Si trovano entrambi in una azienda con ristorante a buffet e servizi. I due Cenote sono molto simili, si entra da una grotta artificiale su di un lato e con una scala in legno si arriva a 1 metro dalla superficie dell’acqua. Un blu intenso ti avvolge e si vedono grosse radici di alberi che dal soffitto si allungano sino a toccare l’acqua, stalattiti e stalagmiti di varie misure, gocce di acqua che arrivano dal soffitto e cadendo in acqua interrompono il silenzio sacro che domina in questi luoghi.

Cenote Palomita

Nel Cenote Palomita uno squarcio sul soffitto di pietra lascia entrare un raggio di luce che crea sfumature di azzurro più chiaro sulla superficie dell’acqua, a sua volta i raggi dall’acqua si riflettono su un punto della parete mettendo in evidenza le stalattiti più piccole. La profondità dell’acqua di questo Cenote è di 60 metri.

Cenote Agua Dulce

Nel Cenote Agua Dulce dove la profondità dell’acqua è di 15 metri, ci sono più squarci sul soffitto e oltre alla scala in legno di accesso, su una piattaforma galleggiante arriva una scala a chiocciola per risalire in superficie. Questo Cenote lo abbiamo vissuto tutto il tempo da soli e ha una magia particolare, si sente che è un luogo sacro e per rispetto parlavamo sottovoce. Il rumore del gocciolio dell’acqua dalla volta si mescolava con il nostro rumore del movimento in acqua, posso solo dire che è stata un esperienza unica.

L’ultimo Cenote visitato e’ stato xcanahaltun nel quale si accede tramite una scala a chiocciola dato che si trova in grotta. Davanti a noi si e’ aperta una meraviglia che ci ha lasciati incantati, grazie alla grossa apertura sulla volta della pietra ci sono varie tonalità di blu’ sulla superficie dell’acqua,che non e’ molto profonda, ma arriva nei punti massimi a 9 metri.

Quando si esce dal Cenote lo spirito e l’anima sono completamente purificati.

Yaxchilan un tour tra rovine Maya in mezzo ad una giungla impenetrabile e scimmie urlatrici

Arrivare da Palenque servono 3 ore di van sino alla Frontera Corozal dove sarà possibile salire su una barca che dopo 40 minuti di navigazione sul Rio Usumacinta (confine tra Messico e Guatemala) si arriva al sito Maya denominato Yaxchilan.

L’andata è a favore della corrente del fiume e sulla sinistra si trova il Messico dove è possibile osservare la folta vegetazione della selva e i coccodrilli che si godono il sole mattutino mentre a destra si scorgono alcuni guatemaltechi intenti alla pesca dato che è la sponda del Guatemala.

Arrivati al sito Maya si nota subito il primo edificio detto “el labirinto” dove è possibile con una torcia entrare, ma importante non toccare le pareti dato che ci sono le deiezioni dei numerosi pipistrelli che lo abitano.

El Labirinto

Usciti dal labirinto si entra nella gran Gran Plaza, una vasta piazza in erba dove si trovano piante gigantesche abitate da scimmie urlatrici che ci fanno compagnia per tutta la durata del visita con le loro urla. Nell piazza si trova anche la Stele 1 ed altre sculture molto rovinate dal tempo.

Stele 1

Andando avanti si nota a destra una scalinata imponente che porta all’edificio 33, per me l’edificio più particolare sino ad ora visto nei siti Maya. Si tratta di un tempio dove nella parte alta si trova gran parte della sua originale cresta in muratura mentre gli scalini in basso hanno scolpito varie scene di vita Maya Scalinata

Edificio 33

Canon del Sumidero, Tuxla Gutierrez (Chiapas)

La mattina del 3 Febbraio abbiamo fatto un tour in barca, acquistato a 600 pesos a persona nella nostra guest house, nel Canion del Sumidero che si trova all’interno dell’omonimo Parque National Canon del Sumidero.

Il collettivo ci ha preso nella Guest House verso le 9,30 ed è partito alla volta di Tuxla Gutierrez dove nelle vicinanze si trova l’imbarcadero per la visita del fiume.

Un altro imbarcadero si trova nella cittadina di Chiapa de Corzo dove al ritorno ci siamo fermati per pranzare.

Il fiume Grijalva che attraversa il Canion nasce in Guatemala, poi entra in Chiapas e successivamente si getta nel golfo del Messico nello stato del Tabasco. In Chiapas si trovano 5 dighe su questo fiume.

La barca ha percorso 32 km sino alla diga Chicoasen dove si trova una centrale idroelettrica e successivamente siamo ritornati indietro al punto di partenza.

Il Canion inizia con una profondità di 30 metri d’acqua e 200 metri di altezza delle montagne laterali, mentre arriva ad una profondità di 100 metri e 1000 metri di altezza delle montagne laterali che arrivano a 90 gradi sul fiume creando un paesaggio mozzafiato. In questo punto detto il Castillo fu scena di un suicidio di massa di una tribù Indios che non voleva consegnarsi all’invasore spagnolo e si gettarono dal Castillo lungo la scarpata di 1000 metri.

Anche molta fauna è presente lungo il canon, durante infatti abbiamo avvistato 6/7 coccodrilli sia in acqua che fuori al sole, probabilmente stavano digerendo, abbiamo visto molte scimmie sugli alberi e numerosissimi uccelli sia acquatici che non.

In un punto del Canion si incontra una grotta detta de los colores, per i diversi colori delle pietre che compongono la grotta e dove si trova una statua della Madonna di Guadalupe. Nel mese di Dicembre si celebra una messa con le barche nella grotta in onore della Madonna.

Una puntualizzazione che faccio ogni volta che vado a giro nel mondo il luoghi così naturali è notare la quantità di plastica che trovo. Bene anche lungo il fiume si può vedere molta plastica dovuta alla vicinanza della città di Tuxla Gutierrez ed ogni anno avviene la pulizia tra la città e la diga dove durante le operazioni di pulizia vengono tirati fuori oltre 5000 tonnellate di rifiuti.

Isole Balabac, un arcipelago a Sud dell’isola di Palawan, proteso verso il Borneo Malese, ancora non molto frequentato. Ecco i motivi

Uno dei motivi che mi ha spinto a venire nelle Filippine ed in special modo a Palawan erano oltre ad El Nido anche le isole Balabac.

Se El Nido ormai è la metà più conosciuta e frequentata di Palawan, le isole Balabac al contrario sono ancora molto poco conosciute e tanto meno frequentate dai turisti.

Ecco i motivi per i quali le isole balabac sono ancora poco conosciute:

Il primo motiva, senza dubbio, è il difficile collegamento con il resto dell’isola di Palawan. Da Porto Princesa sono necessarie 4 ore di Van in una strada che presenta molte interruzioni, sino a Rio Tuba o aggiungendo un altra ora si arriva a Buliluyan, dove è possibile dal piccolo porto prendere una barca che con due corse giornaliere di circa 3/4 ore ti porta sulle isole principali.

Il secondo motivo è sicuramente la mancanza di strutture ricettive, infatti sulle isole non ci sono alberghi, solo nell’isola principale denominata Balabac ci sono due alberghetti nel paese di pescatori di Poblacion.

In altre isole ci sono dei camp molto spartani, come il nostro, dove abbiamo soggiornato nell’isola di Canabungan, non pensate però di trovare acqua ai rubinetti o energia elettrica. La sera comunque si potrà usufruire di 4/5 ore di generatore per ricaricare macchina fotografica e cellulare, quest’ultimo invece lo potrete usare solo se avrete acquistato una scheda telefonica globo.

Il terzo e’ legato a una cellula di terroristi islamici che hanno agito in questa area. Negli ultimi anni c’è però la presenza dell’esercito nazionale a vigilare e le uniche problematiche che ci sono state nelle 2 settimane precedenti al nostro arrivo è stato l’attentato alla chiesa cristiana nell’isola di Iolo, molto lontana dalle isole Balabac e dall’altra parte del mar di Sulu verso l’isola di Mindanao.

Per quanto ci riguarda, nonostante la popolazione sia in maggioranza musulmana, non abbiamo visto ostilità nei nostri confronti, nei rari casi in cui abbiamo avuto a che fare con la popolazione locale.

Nella foto ci sono dei locali al porto di Buliluyan che scaricano da una barca provenite dalle isole Balabac dei sacchi contenenti l’alga agar agar.

Il quarto, la possibilità di contrarre la malaria. Sicuramente maggiormente presente nelle zone interne dell’isola di Balabac e in momenti dell’anno più piovosi.

Se il nostro intento era di voler usufruire di mezzi pubblici per arrivare alle Balabac, questo non è stato possibile con le poche informazioni trovate su Internet e ci siamo dovuto affidare all’unica agenzia che riporta la Lonely Planet parlando del sud di Palawan.

Abbiamo optato per un tour 2D/2N, che prevedeva 2 giorni di island hopping e 2 notti presso il camp sull’isola di Canabungan.

Nella foto il nostro Camp nell’isola di Canabungan

Altra cosa da tenere di conto volendo visitare la isole Balabac è il clima. Sicuramente Febbraio è buono perché non piove mai ma il vento talvolta è molto forte per cui dovendo fare molta barca è sconsigliato a chi soffre di mare. Maggio e Giugno sono sicuramente i mesi migliori.

Trekking nel Parco della Maremma, Itinerario “Collecchio”

Il trekking “Collecchio” è costituito da due itinerari, C1 e C2, che partono entrambi dalla Tenuta dell’Uccellina ai bordi del Parco Regionale della Maremma.

Sia il C1 che il C2 hanno entrambi un tratto in comune, poi il C1 prolunga sino alla spiaggia detta Salto del Cervo.

L’inizio del trekking presso il podere Giulia attraversa un Oliveto sino ad arrivare ad una scala in legno che oltrepassa una recinzione (foto)

ed entra nel bosco sino alla TorreBassa .

Primo tratto Podere Giulia – Torre Bassa km 0,950

La Torre Bassa, un rudere, fu edificata dalla famiglia degli Aldobrandeschi nel 1200, oggi appare depredata dei blocchi di pietra che costituivano l’arco del portone principale, e’ rifugio di molti corvi e cimitero di due cani seppelliti recentemente nei pressi della Torre.

Si prosegue nel bosco per 180 metri sino al bivio della Torre dove continuiamo nel bosco sino alle VascheD’Argilla (km 1,350 )

Dalle Vasche D’Argilla, terreni umidi argillosi dove i cinghiali amano sguazzare per la pulizia del pelo, si prosegue verso Poggio alle Sugherine (km 0,610).

Questo tracciato, non molto lungo, presenta un sentiero in salita mettendo a dura prova il vostro fisico, ma arrivati in cima e salendo su una torretta in legno (foto)

si gode di una vista sulla costa e sulle isole dell’arcipelago Toscano che vi lasceranno a bocca aperta.

Ripartite dal Poggio alle Sugherine in discesa costeggiando sulla sinistra un tratto di bosco ceduo appena tagliato ( non è il massimo attraversare il bosco tagliato nei primi tempi, ma per il bosco questa pratica risulta fondamentale) si arriva alla Carbonaia (km 1,150).

Dalla Carbonaia potrete o ritornare al bivio della Torre (km 1,960) e chiudere il trekking C2 oppure (consigliato) proseguire il C1 ed arrivare con ancora km 1,850 sino alla spiaggia del Salto del Cervo.

L’ultimo tratto, prima della spiaggia, tra piante di rosmarino, ginepro, erica etcc. è un susseguirsi di profumi e panorami mozzafiato sulla costa. (foto)

La spiaggia è incastonata tra due scogliere, molto selvaggia, deserta, le mareggiate primaverili e le mancate manutenzioni, dato l’isolamento, hanno accumulato legna proveniente dal mare, ma quello che risalta all’occhio e’ la plastica che si è riversata sulla spiaggia durante le mareggiate.

Noi abbiamo raccolto la plastica sui 2 mq di spiaggia che abbiamo occupato, raccogliendo tutte le micro e macro plastiche e portandole nello zaino per tutto il trekking di ritorno.

Dato che negli ultimi tempi si sente molto parlare dell’avvelenamento del mare da parte delle micro plastiche, mi sento di suggerire alla Direzione del Parco di mettere un cartello nei pressi della spiaggia, prima della discesa finale dove possono arrivare i mezzi del parco, offrendo alle persone che arrivano con il trekking, un sacchetto da riempire di plastiche e lasciare il sacchetto nello stesso posto dove lo hanno trovato.

Credo che il mare ed il parco ne sarebbero molto grati.

Viaggiare con il treno in Sri Lanka

Se vi piace provare l’emozione di un treno in Sri Lanka, troverete la linea ferroviaria che fa per voi, dato che le ferrovie si trovano in gran parte del paese da nord a sud e anche se un po’ lente, attraversano talvolta paesaggi con panorami tra i più belli del mondo.

Due treni si incrociano sulla linea Kandy – Ella

Esistono tre classi sui treni in Sri Lanka:

La prima classe con possibilità di avere carrozze comode e panoramiche, prenotabile in anticipo

La seconda classe con carrozze con sedili imbottiti, talvolta prenotabile

La terza classe con sedili meno imbottiti, molto affollata e non prenotabile

Scompartimento di terza classe sulla linea da Colombo a Badulla

Noi siamo saliti sul treno proveniente da Colombo alla stazione di Kandy e viaggiato con il treno espresso delle 8,47 in terza classe, sino ad Ella.

La fila alla stazione di Kandy per l’acquisto del biglietto di seconda classe

Considerate che avevamo acquistato un biglietto di seconda classe in stazione a 200 Rupie a testa la mattina stessa della partenza, perché non è possibile prenotare questo treno, ma per il gran numero di persone la seconda classe si è riempita immediatamente all’arrivo del treno, tanto da non riuscire a trovare il posto per salire, quindi abbiamo optato per la terza classe, iniziando il viaggio entrambi in piedi.

Attraversamento di un Ponte tra le piantagioni di the’ sulla linea tra Kandy e Ella

Dopo poche stazioni la mia compagna ha trovato posto a sedere mentre io mi sono seduto sul gradino della porta del treno, rigorosamente aperta, riuscendo a scattare foto spettacolari al paesaggio che stavamo attraversando.

È molto bello viaggiare sia con treno che con pullman locali in Sri Lanka, fai conoscenza con persone del posto, che tra l’altro parlano un buon inglese, fanno un sacco di domande desiderosi di sapere da dove vieni, che lavoro fai, ma nello stesso tempo ti danno anche un sacco di consigli utili per viaggiatori come noi, per avventurarsi senza guida in questo paese.

Il viaggio da Kandy a Ella dura circa 6 ore, ma posso dirvi che ne vale davvero la pena e il tempo passa in fretta soprattutto quando si entra nelle hills country dove le colline ricoperte da piantagioni di the’ fanno da cornice a panorami mozzafiato.

Nella foto il paese di Haputale visto dall’omonima stazione ferroviaria

Donna Tamil sul treno da Kandy a Ella

Da Galle a Colombo

Il secondo treno che abbiamo preso e’ partendo dalla Stazione di Galle, dove il tratto percorre la costa ovest dalla cittadina del Forte Olandese ed arriva alla stazione Colombo Fort.

Anche qua abbiamo viaggiato in terza classe e speso 100 Rupie a testa.

Se vorrete fare questa tratta cercate una porta a sinistra e sedetevi sullo scalino, perché si apriranno spiagge infinite tipiche di questa costa ed un oceano di mille colori prima di arrivare nella caotica Colombo.

Costa Ovest, in lontananza Colombo

Per molti come per noi, è stato l’ultimo viaggio con il treno in Sri Lanka, perché la notte abbiamo ripreso l’aereo per il rientro in Italia.

Per questo motivo potrà essere di vostro aiuto sapere che se arrivate a Colombo la in mattinata da Galle, sarà possibile lasciare il bagaglio al deposito bagagli presso la stazione di Colombo Fort e visitare, per il tempo che vi rimane, qualche quartiere della città di Colombo.

Il costo del bagaglio per l’intero giorno è di 60 Rupie ed il deposito bagagli apre la mattina presto e chiude alle 20,30.

Ingresso del deposito bagagli alla stazione di Colombo Fort

Il vostro bagaglio dovrete portarlo al piano di sopra e alloggiarlo in questi scomparti

Viaggiare in Sri Lanka solo con bus locali

Ho sentito molto parlare di viaggi in Sri Lanka affittando auto con autista, ed effettivamente nel nostro viaggio in questo paese ho visti molti turisti viaggiare così, dato però che noi abbiamo viaggiato solo con bus locali vi parlerò di questo e se vi sentirete più dei viaggiatori intraprendenti e desiderosi di conoscere la realtà locale, allora sarà proprio un bel viaggio, dove incontrerete da vicino il popolo cingalese e molti viaggiatori stranieri, piu’ difficilmente troverete Italiani, per la nostra esperienza non ne abbiamo mai incontrati in bus.

Ci sono diverse categorie di bus in Sri Lanka.

Bus locali senza aria condizionata (AC), Bus con Ac, Minibus turistici con AC.

Il costo dei bus locali senza AC è il più basso e veramente irrisorio per noi occidentali, sono i bus che utilizzano i cingalesi ed hanno una capillarità altissima sull’intero territorio dello Sri Lanka e le tratte non sono mai lunghissime.

Questi sono i prezzi delle tratte che abbiamo utilizzato durante il viaggio.

Negombo – Anuradhapura 250 Rupie.

Anuradhapura – Dambulla 90 Rupie

Dambulla – Sigyria 30 Rupie

Dambulla – Candy 100 Rupie.

Ellla – Tangalle 200 Rupie

Tangalle – Dikwella 40 Rupie

Tangalle – Talalla 50 Rupie

Talalla – Galle 80 Rupie

Considerando che abbiamo avuto il cambio di 1 euro a 186 Rupie, il costo dei viaggi in pullman per 21 giorni è stato 840 Rupie a testa che equivalgono a 4,51 euro per ciascuno.

Gli altri spostamenti per una spesa di circa 2 euro sono stati in treno da Candy a Ella e da Galle a Colombo, come spiegherò nel racconto dei viaggi sui binari in Sri Lanka.

Alcune notizie sui bus senza aria condizionata che dovrete sapere prima di avventurarvi:

I bus viaggiano con entrambe le porte aperte per cui anche se fuori fa molto caldo all’interno del pullman non si soffre affatto la calura degli oltre 30 gradi esterni.

Non tutti i bus si recano alle stazioni, sopratutto quelli a più lunga percorrenza, come ad esempio da Colombo ad Anuradhapura, quindi se vorrete prenderli in una città intermedia come a Negombo dovrete attenderli alla fermata sulla strada di percorrenza (chiedete alla polizia che troverete per strada in città ).

Non sapendolo, noi ci siamo recati alla stazione dei pullman di Negombo e si sono dovuti prendere tre diversi pullman sino ad Anuradhapura.

Negombo – Cilaw

Cilaw – Puttalam

Puttalam – Anuradhapura

Alla fine abbiamo impiegato 1 ora in più rispetto al diretto Colombo- Anuradhapura. Ma lo spettacolo della gente ha ripagato ampiamente l’ora di viaggio in più.

Il biglietto si fa sempre sull’autobus dopo la partenza e cercate sempre di farvelo stampare perché così sarete sicuri che pagherete la cifra esatta.

Lo zaino potrete metterlo di fianco al guidatore, se ha posto , altrimenti anche nel portabagagli, sempre gratuitamente.

Se salite sul pullman ancora vuoto non sedetevi mai nelle quattro poltroncine davanti per due motivi :

1 – nel caso in cui lungo il viaggio saliranno dei monaci dovrete lasciare loro il posto e se il pullman a quel punto sarà pieno (come di solito) rimarrete in piedi.

2 – rimarrete stupiti dalla guida dei conducente dei pullman.

Hanno un codice della strada tutto loro e li vedrete guidare più sulla corsia di sorpasso che sulla propria, ma tutti gli daranno la precedenza.

Meglio non guardare, ma qua funziona così.

Posizionatevi, potendo scegliere, lontano daile casse musicali perché dopo 2/3 ore di musica cingalese con tanto di video sarete pronti a cantare anche voi.

Con tutto questo non voglio scoraggiarvi , anzi spronare più persone a prendere i bus locali sia perché il budget è praticamente non rilevante ai fini del viaggio sia perché entrerete in contatto con il popolo cingalese molto dolce e curioso di interagire con voi.

Per noi è stata una fantastica esperienza

Viaggio nel Calcedonio di Monterufoli

Inizio il mio racconto con una citazione di Giuseppe Antonio Torricelli (Firenze 1662-1719) noto artista per la lavorazione di pietre dure del mosaico fiorentino.
” Nella nostra Maremma di Volterra …. in luogo detto Monterufoli, vi sono Calcedoni di tutti i colori, cioè il bianco e giallo, il bianco e il rosso, il pavonazzo, il rosso, il carnato, il verde con macchia bianca, lo scuro e cento altri colori. La Natura ci ha insegnato una varianza stupenda….”
E con queste descrizioni che ho iniziato a visitare i boschi di Monterufoli, un tempo interessanti siti minerari per le maestranze dei Medici di Firenze che nel Rinascimento grazie alla riscoperta delle scienze naturali e delle arti minori, andarono a cercare il calcedonio in questi luoghi per essere lavorato e poter creare splendide opere artistiche che oggi sono facilmente visibili nei più bei luoghi dell’arte di Firenze.
Nella seconda metà del 500 sia Cosimo I dei Medici che i suoi discendenti, Francesco I e Ferdinando I, si circondarono di grandi artisti, creando laboratori per sperimentare la lavorazione delle pietre pregiate.
Nel 1588 al Granduca Francesco I
si deve la fondazione della Galleria
dei Lavori, una vera e propria manifattura artistica specializzata nella lavorazione delle pietre dure che in seguito si sarebbe trasformata nel ben noto “Opificio delle Pietre Dure”.
Il comprensorio di Monterufoli fa parte della Riserva Naturale di Monterufoli – Caselli di oltre 4000 ha di estensione con boschi ad alto grado di naturalità, fauna, flora autoctona e mineralizzazioni.
Le vecchie cave di calcedonio ormai sono state invase dalla fitta boscaglia e rimangono visibili solo le discariche con gli scarti della pietra di calcedonio che risulta essere molto bella perché costituita da quarzi di vari colori, dato che per la lavorazione in passato era ricercata solo la parte massiva.
Nei pressi delle cave si trova un particolare agriturismo denominato Villetta di Monterufoli situato in una vecchia stazione ferroviaria del 1800 a servizio di una miniera di lignite.
Per gli amanti dei boschi, dei minerali e della natura e’ un bellissimo angolo della Toscana meno conosciuta da scoprire.

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La miniera di rame più grande d’Europa

La mia passione per le miniere mi ha portato a visitare in data 4 Dicembre la Miniera di Camporciano di Montecatini Val di Cecina in provincia di Pisa, nel giorno in cui festeggiavano i 170 anni della festa di S. Barbara protettrice dei minatori.
La Miniera di Camporciano fu la più grande miniera di rame d’Europa dove veniva estratto il minerale sin dai tempi degli etruschi che si spostavano da Volterra per l’estrazione del prezioso minerale a loro utile per utensili e suppellettili, mentre nel corso dei secoli di sfruttamento con vicende alterne arrivo’ sino al 1907 quando ne fu decretata la chiusura definitiva.
Nei primi anni duemila l’amministrazione comunale grazie al Sindaco Renzo Rossi che segui’ con attenzione la parziale messa in sicurezza e ristrutturazione delle strutture principali della miniera creando un parco museale di archeologia industriale visitabile e molto suggestivo che si presenta al visitatore a circa 1 km dal paese di Montecatini Val di Cecina, nella parte nord delle colline metallifere.
Dal Pozzo Alfredo, fulcro della miniera, si scendeva fino ad oltre 300 metri per estrarre il pregiato rame. Oggi vengono organizzate visite guidate al complesso della miniera e al Pozzo Alfredo.

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