storia

17.02.20 Calakmul rovine Maya nella Reserva della Biosfera Calakmul nello stato di Campeche

In data 17 Febbraio abbiamo visitato il sito Maya di Calakmul situato nello stato di Campeche all’interno della Reserva de la biosfera di Calakmul.

Dato che si arrivava con l’auto dalla laguna Bacalar che dista 250 km circa, abbiamo dormito in un bungalow del Cabanas Calakmul per 750 pesos con prima colazione, in un villaggio (Conhuas) situato nei pressi dell’entrata del sito di Calakmul e grazie a questo la mattina seguente facendo colazione molto presto siamo potuti partire per la visita.

Una volta entrati con l’auto e pagato il primo ingressodi 60 pesos a persona è necessario percorrere 60 km all’interno della Selva in una strada dove in molti tratti non è possibile superare i 30 km/ora, essendo presenti nella parte finale buche sulla carreggiata. Ma a mano che si percorre la strada ci addentiamo nella selva e non è difficile incontrare animali selvatici.

In questa Selva oltre ad una quantità enorme di flora si trovano anche molte specie di animali come scimmie ragno, serpenti, gatti selvatici, giaguari, tacchini selvatici, quest’ ultimi si sono incontrati più volte in mezzo alla strada che mostravano i loro colori sgargianti, mentre sugli alberi le scimmie ragno si svincolavano attraverso la fitta ramaglia. Per gli avvistamenti del giaguaro invece è necessario fare una visita con guida la notte o all’alba.

Dopo 1 ora e 15 minuti di auto dal primo ingresso si arriva all’entrata del sito e dobbiamo pagare altri 80 pesos a persona.

Ci sarà da camminare per 1 km nel sentiero che conduce alla rovine e c’è la possibilità di scegliere tre percorsi dal più corto al più lungo. Noi abbiamo optato per il più lungo dove servono almeno 4 ore e si possono vedere molte strutture ad oggi visibili delle oltre 7000 ancora da scoprire.

La Estructura ll nella foto sopra è veramente impressionante per la sua dimensione, una piramide con lati di 140 metri e altezza di 50 metri dove si può salire sino in cima ed osservare la distesa infinita della giunga a 360 gradi sino al Guatemala oltre alla Estructura I e la Estructura lll.

Estructura I vista dalla cima della Estructura II

8.02.20 San Francisco de Campeche

Partendo da Palenque alle ore 8 con il pullman Ado al costo di 550 pesos a persona siamo arrivati a San Francisco de Campeche alle 12.30.

La città si trova sul mare della Costa del Messico detta Costa dei Pirati dato che in passato fu più volte presa d’assalto dai Pirati e nel 1666 fu iniziata la costruzione delle mura del forte ed oggi dopo una recente ristrutturazione sono entrate a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità ed è possibile visitarle in parte. Le Porte principali di entrata della città erano la Porta del mar e la Porta di tierra

Porta del Mar

Porta della Tierra

In prossimità del Porta della Tierra è possibile salire sul bastione di San Francesco e percorrere le mura sino al bastione di San Juan. La sera le mura sono ben illuminate

Per quanto riguarda il centro molto frequentata e’ la Piazza Central con la Chiesa e El Palazzo sede del museo della città.

Plaza Central e Chiesa El Palacio

Il Malecon (lungomare) anch’esso ristrutturato presenta un pista pedonale, una pista ciclabile, attrezzatura da palestra libera ed un illuminazione. Nella parte centrale si trovano delle fontane e la sera giochi d’acqua attraggono turisti e abitanti

Malecon

Tramonto sul Malecon

Yaxchilan un tour tra rovine Maya in mezzo ad una giungla impenetrabile e scimmie urlatrici

Arrivare da Palenque servono 3 ore di van sino alla Frontera Corozal dove sarà possibile salire su una barca che dopo 40 minuti di navigazione sul Rio Usumacinta (confine tra Messico e Guatemala) si arriva al sito Maya denominato Yaxchilan.

L’andata è a favore della corrente del fiume e sulla sinistra si trova il Messico dove è possibile osservare la folta vegetazione della selva e i coccodrilli che si godono il sole mattutino mentre a destra si scorgono alcuni guatemaltechi intenti alla pesca dato che è la sponda del Guatemala.

Arrivati al sito Maya si nota subito il primo edificio detto “el labirinto” dove è possibile con una torcia entrare, ma importante non toccare le pareti dato che ci sono le deiezioni dei numerosi pipistrelli che lo abitano.

El Labirinto

Usciti dal labirinto si entra nella gran Gran Plaza, una vasta piazza in erba dove si trovano piante gigantesche abitate da scimmie urlatrici che ci fanno compagnia per tutta la durata del visita con le loro urla. Nell piazza si trova anche la Stele 1 ed altre sculture molto rovinate dal tempo.

Stele 1

Andando avanti si nota a destra una scalinata imponente che porta all’edificio 33, per me l’edificio più particolare sino ad ora visto nei siti Maya. Si tratta di un tempio dove nella parte alta si trova gran parte della sua originale cresta in muratura mentre gli scalini in basso hanno scolpito varie scene di vita Maya Scalinata

Edificio 33

San Juan Chamula (Chiapas)

Una mattina partendo di buon ora da San Cristobal de las casas presso il terminale dei collettivo per San Juan Chamula si arriva a San Juan Chamula in circa 35 minuti e 18 pesos a persona. Noi siamo andati di domenica e il collettivo ci ha lasciati proprio di fronte al mercato dove venditori di prodotti agricoli arrivati dalle campagne circostanti mostrano i loro prodotti per la vendita.

Non solo verdure e frutta ma anche vestiario, lana etccc. Procedendo lungo la strada si arriva al tempio di San Juan che sorge a fianco della chiesa.

L’ingresso della chiesa è di 25 pesos ed al suo interno è assolutamente vietato fare foto. Si può contattare una guida con 100 pesos di fronte alla chiesa che spiega le caratteristiche e delle funzioni al suo interno. La chiesa non ha un proprio prete ma solo la domenica alle 9 viene un sacerdote gesuita da San Cristobal de las casas a celebrare la messa in spagnolo, successivamente viene celebrata una funzione in lingua Tzotzil, la lingua degli Indios di questo paese e di seguito il battesimo.

La Chiesa non possiede panche per sedersi, ma in terra ci sono aghi di Pino dove i fedeli si siedono e candele di vari colori accese dai fedeli in base alle loro richieste. Sul lato sinistro della chiesa ci sono le statute dei Santi con specchi che servono ai fedeli per l’auto confessione.

Ogni statua è gestita da persone alle quali è stato dato il compito in maniera ufficiale dalla municipalità per l’incarico che dura un anno. Dato che è considerato un onore poter gestire un santo, ci sono liste di persone da 20/30 anni per accedere a questo incarico e la gente deve dedicare una somma di denaro cospicua alla gestione del santo che le verrà dato.

In questa chiesa la religione cattolica è interconnessa con i riti tradizionali dei nativi Maya. Uno dei riti che si celebrano, e che abbiamo potuto vedere, è l’offerta di un pollo che viene abbattuto durante la funzione e successivamente seppellito a casa della persona. Queste funzioni sono ufficiati da curanderos.

Se andrete in Chiapas questa è un esperienza da non perdere.

Sant’Antimo Abbey. Tuscany

One of the most examples of monastic architecture of the 13th century and by far the most important Romanesque building in the southern of Tuscany near Montalcino.

The church we see today was built around 1100 and took the place of an older 9th century abbey, of which little is left.

Until the 14th century it was an important spiritual, economic and cultural centre, often in conflict with the Republic of Siena.

The refined architectural elements

recall a decorative richness with French influences.

Pettah, il quartiere del commercio a Colombo in Sri Lanka

Se vi trovate alla stazione di Colombo Fort non mancate di fare due passi nel quartiere di Pettah, dove nelle sue strade una moltitudine di venditori ambulanti e negozi vi faranno assaporare il piccolo commercio popolare di Colombo.

In ogni via potrete trovare solo un tipo di commercio, quindi troverete la via per le gioiellerie, quella dei vestiti, quella delle farmacie, quella dei fiori e via dicendo e se andrete a qualsiasi ora del giorno le vie saranno piene di acquirenti e venditori che urleranno a squarciagola.

Bello inoltre sarà vedere come le 4 religioni presenti in Sri Lanka sono presenti nel groviglio delle strade. Camminando troverete la Moschea Jami Ul Alfar, templi Indu’, Chiese Cristiane e Templi Buddisti.

Fort, il quartiere da visitare a Colombo in Sri Lanka

Il Centro di Colombo denominato Fort prende il nome dal forte costruito dai portoghesi, successivamente ampliato dagli olandesi ed infine nel XIX secolo demolito durante il dominio. britannico. Adesso il quartiere presenta il centro finanziario, gli edifici governativi e la casa presidenziale. Molte zone sono off limits per i turisti al fine di preservare la sicurezza degli uffici governativi inoltre troverete molti militari.

Passeggiando per le vie del quartiere si scorgono grossi grattacieli moderni in mezzo alle tipiche costruzioni di stampo olandese a mattoncini rossi.

Numerosi sono i negozi, gli alberghi e i ristoranti, tra questi non mancate di bere un the’ accompagnato da dolcetti alla PagodaGreenCabin, in un atmosfera di altri tempi, dove i Duran Duran, noto complesso inglese, giro’ il video di Hungry Like the wolf negli anni 80.

potrete vedere anche la torre dell’orologio al centro del quartiere, un tempo il faro costruito dagli inglesi durante il periodo coloniale.

Visitare la città antica di Anuradhapura con la bici

La visita alla città antica di Anuradhapura è senza dubbio il primo splendido luogo che abbiamo visitato durante la settimana trascorsa nel triangolo culturale.

Cartina procurata alla biglietteria

Data l’enorme estensione del sito, per altro completamente pianeggiante, abbiamo deciso di affittare la bicicletta che ci è stata portata direttamente alla guest house dove abbiamo soggiornato e che distava dalla città antica 3 km.

Il costo per ogni bicicletta è stato di 500 Rupie per l’intera giornata.

Altre soluzioni per visitare il sito potrebbero essere con il tuk tuk, ma sicuramente la bici lascia molta libertà alla visita e grazie alla guida cartacea ed una cartina del sito è un valido mezzo per visitarla.

Per entrare nella città vecchia ci sono tre entrate a seconda da dove si arriva. Noi arrivando da sud siamo entrati dal museo archeologico che tra l’altro era chiuso per ristrutturazione.

Biglietto di entrata

Il prezzo per entrare è di 25 US dollari a persona e vale per tutto il giorno. Un solo giorno non è sufficiente per vedere tutto il sito anche se si riescono a vedere i monumenti più importanti.

Dato che la città antica oltre a essere un luogo storico è anche un luogo sacro per i buddisti, la visita assume un particolare fascino quando si arriva nei templi o ad una stupa dove si assiste a centinaia di persone che con i doni o con i fiori in mano si dirigono a omaggiare il Buddha.

Viaggiare in Sri Lanka solo con bus locali

Ho sentito molto parlare di viaggi in Sri Lanka affittando auto con autista, ed effettivamente nel nostro viaggio in questo paese ho visti molti turisti viaggiare così, dato però che noi abbiamo viaggiato solo con bus locali vi parlerò di questo e se vi sentirete più dei viaggiatori intraprendenti e desiderosi di conoscere la realtà locale, allora sarà proprio un bel viaggio, dove incontrerete da vicino il popolo cingalese e molti viaggiatori stranieri, piu’ difficilmente troverete Italiani, per la nostra esperienza non ne abbiamo mai incontrati in bus.

Ci sono diverse categorie di bus in Sri Lanka.

Bus locali senza aria condizionata (AC), Bus con Ac, Minibus turistici con AC.

Il costo dei bus locali senza AC è il più basso e veramente irrisorio per noi occidentali, sono i bus che utilizzano i cingalesi ed hanno una capillarità altissima sull’intero territorio dello Sri Lanka e le tratte non sono mai lunghissime.

Questi sono i prezzi delle tratte che abbiamo utilizzato durante il viaggio.

Negombo – Anuradhapura 250 Rupie.

Anuradhapura – Dambulla 90 Rupie

Dambulla – Sigyria 30 Rupie

Dambulla – Candy 100 Rupie.

Ellla – Tangalle 200 Rupie

Tangalle – Dikwella 40 Rupie

Tangalle – Talalla 50 Rupie

Talalla – Galle 80 Rupie

Considerando che abbiamo avuto il cambio di 1 euro a 186 Rupie, il costo dei viaggi in pullman per 21 giorni è stato 840 Rupie a testa che equivalgono a 4,51 euro per ciascuno.

Gli altri spostamenti per una spesa di circa 2 euro sono stati in treno da Candy a Ella e da Galle a Colombo, come spiegherò nel racconto dei viaggi sui binari in Sri Lanka.

Alcune notizie sui bus senza aria condizionata che dovrete sapere prima di avventurarvi:

I bus viaggiano con entrambe le porte aperte per cui anche se fuori fa molto caldo all’interno del pullman non si soffre affatto la calura degli oltre 30 gradi esterni.

Non tutti i bus si recano alle stazioni, sopratutto quelli a più lunga percorrenza, come ad esempio da Colombo ad Anuradhapura, quindi se vorrete prenderli in una città intermedia come a Negombo dovrete attenderli alla fermata sulla strada di percorrenza (chiedete alla polizia che troverete per strada in città ).

Non sapendolo, noi ci siamo recati alla stazione dei pullman di Negombo e si sono dovuti prendere tre diversi pullman sino ad Anuradhapura.

Negombo – Cilaw

Cilaw – Puttalam

Puttalam – Anuradhapura

Alla fine abbiamo impiegato 1 ora in più rispetto al diretto Colombo- Anuradhapura. Ma lo spettacolo della gente ha ripagato ampiamente l’ora di viaggio in più.

Il biglietto si fa sempre sull’autobus dopo la partenza e cercate sempre di farvelo stampare perché così sarete sicuri che pagherete la cifra esatta.

Lo zaino potrete metterlo di fianco al guidatore, se ha posto , altrimenti anche nel portabagagli, sempre gratuitamente.

Se salite sul pullman ancora vuoto non sedetevi mai nelle quattro poltroncine davanti per due motivi :

1 – nel caso in cui lungo il viaggio saliranno dei monaci dovrete lasciare loro il posto e se il pullman a quel punto sarà pieno (come di solito) rimarrete in piedi.

2 – rimarrete stupiti dalla guida dei conducente dei pullman.

Hanno un codice della strada tutto loro e li vedrete guidare più sulla corsia di sorpasso che sulla propria, ma tutti gli daranno la precedenza.

Meglio non guardare, ma qua funziona così.

Posizionatevi, potendo scegliere, lontano daile casse musicali perché dopo 2/3 ore di musica cingalese con tanto di video sarete pronti a cantare anche voi.

Con tutto questo non voglio scoraggiarvi , anzi spronare più persone a prendere i bus locali sia perché il budget è praticamente non rilevante ai fini del viaggio sia perché entrerete in contatto con il popolo cingalese molto dolce e curioso di interagire con voi.

Per noi è stata una fantastica esperienza

Viaggio nel Calcedonio di Monterufoli

Inizio il mio racconto con una citazione di Giuseppe Antonio Torricelli (Firenze 1662-1719) noto artista per la lavorazione di pietre dure del mosaico fiorentino.
” Nella nostra Maremma di Volterra …. in luogo detto Monterufoli, vi sono Calcedoni di tutti i colori, cioè il bianco e giallo, il bianco e il rosso, il pavonazzo, il rosso, il carnato, il verde con macchia bianca, lo scuro e cento altri colori. La Natura ci ha insegnato una varianza stupenda….”
E con queste descrizioni che ho iniziato a visitare i boschi di Monterufoli, un tempo interessanti siti minerari per le maestranze dei Medici di Firenze che nel Rinascimento grazie alla riscoperta delle scienze naturali e delle arti minori, andarono a cercare il calcedonio in questi luoghi per essere lavorato e poter creare splendide opere artistiche che oggi sono facilmente visibili nei più bei luoghi dell’arte di Firenze.
Nella seconda metà del 500 sia Cosimo I dei Medici che i suoi discendenti, Francesco I e Ferdinando I, si circondarono di grandi artisti, creando laboratori per sperimentare la lavorazione delle pietre pregiate.
Nel 1588 al Granduca Francesco I
si deve la fondazione della Galleria
dei Lavori, una vera e propria manifattura artistica specializzata nella lavorazione delle pietre dure che in seguito si sarebbe trasformata nel ben noto “Opificio delle Pietre Dure”.
Il comprensorio di Monterufoli fa parte della Riserva Naturale di Monterufoli – Caselli di oltre 4000 ha di estensione con boschi ad alto grado di naturalità, fauna, flora autoctona e mineralizzazioni.
Le vecchie cave di calcedonio ormai sono state invase dalla fitta boscaglia e rimangono visibili solo le discariche con gli scarti della pietra di calcedonio che risulta essere molto bella perché costituita da quarzi di vari colori, dato che per la lavorazione in passato era ricercata solo la parte massiva.
Nei pressi delle cave si trova un particolare agriturismo denominato Villetta di Monterufoli situato in una vecchia stazione ferroviaria del 1800 a servizio di una miniera di lignite.
Per gli amanti dei boschi, dei minerali e della natura e’ un bellissimo angolo della Toscana meno conosciuta da scoprire.

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