Author: europeanwood

Ciao sono Gabriele, ex viaggiatore solitario che da due anni ha incontrato Sonia, adesso la mia compagna, anche lei ex viaggiatrice solitaria. La somma dei nostri viaggi supera i 40 paesi. Adesso però viaggiamo insieme.

Isole Balabac, un arcipelago a Sud dell’isola di Palawan, proteso verso il Borneo Malese, ancora non molto frequentato. Ecco i motivi

Uno dei motivi che mi ha spinto a venire nelle Filippine ed in special modo a Palawan erano oltre ad El Nido anche le isole Balabac.

Se El Nido ormai è la metà più conosciuta e frequentata di Palawan, le isole Balabac al contrario sono ancora molto poco conosciute e tanto meno frequentate dai turisti.

Ecco i motivi per i quali le isole balabac sono ancora poco conosciute:

Il primo motiva, senza dubbio, è il difficile collegamento con il resto dell’isola di Palawan. Da Porto Princesa sono necessarie 4 ore di Van in una strada che presenta molte interruzioni, sino a Rio Tuba o aggiungendo un altra ora si arriva a Buliluyan, dove è possibile dal piccolo porto prendere una barca che con due corse giornaliere di circa 3/4 ore ti porta sulle isole principali.

Il secondo motivo è sicuramente la mancanza di strutture ricettive, infatti sulle isole non ci sono alberghi, solo nell’isola principale denominata Balabac ci sono due alberghetti nel paese di pescatori di Poblacion.

In altre isole ci sono dei camp molto spartani, come il nostro, dove abbiamo soggiornato nell’isola di Canabungan, non pensate però di trovare acqua ai rubinetti o energia elettrica. La sera comunque si potrà usufruire di 4/5 ore di generatore per ricaricare macchina fotografica e cellulare, quest’ultimo invece lo potrete usare solo se avrete acquistato una scheda telefonica globo.

Il terzo e’ legato a una cellula di terroristi islamici che hanno agito in questa area. Negli ultimi anni c’è però la presenza dell’esercito nazionale a vigilare e le uniche problematiche che ci sono state nelle 2 settimane precedenti al nostro arrivo è stato l’attentato alla chiesa cristiana nell’isola di Iolo, molto lontana dalle isole Balabac e dall’altra parte del mar di Sulu verso l’isola di Mindanao.

Per quanto ci riguarda, nonostante la popolazione sia in maggioranza musulmana, non abbiamo visto ostilità nei nostri confronti, nei rari casi in cui abbiamo avuto a che fare con la popolazione locale.

Nella foto ci sono dei locali al porto di Buliluyan che scaricano da una barca provenite dalle isole Balabac dei sacchi contenenti l’alga agar agar.

Il quarto, la possibilità di contrarre la malaria. Sicuramente maggiormente presente nelle zone interne dell’isola di Balabac e in momenti dell’anno più piovosi.

Se il nostro intento era di voler usufruire di mezzi pubblici per arrivare alle Balabac, questo non è stato possibile con le poche informazioni trovate su Internet e ci siamo dovuto affidare all’unica agenzia che riporta la Lonely Planet parlando del sud di Palawan.

Abbiamo optato per un tour 2D/2N, che prevedeva 2 giorni di island hopping e 2 notti presso il camp sull’isola di Canabungan.

Nella foto il nostro Camp nell’isola di Canabungan

Altra cosa da tenere di conto volendo visitare la isole Balabac è il clima. Sicuramente Febbraio è buono perché non piove mai ma il vento talvolta è molto forte per cui dovendo fare molta barca è sconsigliato a chi soffre di mare. Maggio e Giugno sono sicuramente i mesi migliori.

Advertisements

Port Barton, meta ideale per i backpackers

Il Villaggio di Port Barton si trova nella provincia di San Vicente, a 4 ore di strada a sud da El Nido (500 php a persona in Van) e 2,5 ore a nord di Porto Princesa (300 php a persona in Van) Dal bivio, sulla strada El Nido-Porto Princesa sino a Port Barton la strada è ancora in fase di esecuzione per cui il turismo è mediamente sviluppato e non è paragonabile a quello di El Nido sia in termini di presenze che di qualità delle strutture ricettive.

Una delle poche strade cementate è quella di ingresso al paese che parte dalla stazione dei pullman, dove per entrare si dovrà pagare una tassa di 50 php.

In paese si respira un’ aria tranquilla, le strade di sabbia dividono in quadrati il paese, ai lati delle strade si trovano le abitazioni dei locali, le tante guest house e affittacamere in locali molto semplici.

I ristoranti si trovano un po’ per tutti i gusti, sparsi qua e là nel paese, da quelli vegani, ai vegetariani a quelli di pesce e cucina filippina e preparano sia la prima colazione, il pranzo e la cena.

Per la prima colazione se non è inclusa nella vostra camera vi consiglio il Mabuti eat & chill dove ci sarà l’imbarazzo della scelta veramente per tutti i gusti.

Il nostro preferito per la cena invece è Olive Crib, sia per le porzioni molto abbondanti che per l’ottimo pesce fresco cucinato in più modi. Spendendo non più di 10 euro a persona, ti alzi che sei sazio.

Sull’unica spiaggia di sabbia bianca con le tipiche palme da cocco, dove la riva degrada lentamente verso il mare, sara’ piacevole entrare in acqua senza nessuna difficoltà inoltre il mare sarà spesso molto calmo trovandosi Port Barton su una grande insenatura.

Di fronte alla spiaggia si trovano ormeggiate le tante barche che la mattina entro le 9 partono per i vari tour nelle isole e barriere coralline; molte sono anche le guest house e “piccoli resort” con annessi bar e ristoranti, costruiti in legno ed alcuni bar in stile jamaicano.

Vi consiglio anche di soggiornare in un bungalow sulla spiaggia come abbiamo fatto noi al Deep Moon. Ci Sono bungalow sia nel giardino che fronte mare a prezzi molto economici per lo standard europeo, certo non pensare di avere acqua calda ma il relax è sicuro.

L’aria che si respira in paese e sulla spiaggia ha una chimica particolare, sarà anche per la presenza di tanti BackPackers ed alternativi globe-trotter di tutte le età che la frequentano e provenienti da tutto il mondo. La musica è presente un po’ ovunque nel villaggio e camminando sulla spiaggia puoi trovare una tipa che suona un ukulele o qualcuno con la chitarra.

La sera invece il ritrovo per tutti con una bottiglia di San Miguel o Red Horse (birre locali) è ad aspettare il tramonto in spiaggia.

Sibaltan, una meta ancora per pochi a Palawan

Situata a nord sulla costa est di Palawan e a circa un’ora di Van da El Nido.

Sibaltan è stata la nostra prima località di Palawan dove abbiamo trascorso 3 notti presso il Dakila Cabins situato in collina, nel bel mezzo della vegetazione selvaggia con una vista fantastica sul mare e sulle isole circostanti.

Il paese abitato da pescatori e adesso anche persone che lavorano nelle poche strutture turistiche, è molto piccolo.

Sulla spiaggia oltre al diving Sibaltan si trovano alcune strutture con tende, bungalow e ristorante come Ursula, Tapik e altre.

Per arrivare al mare dal Dakila cabins occorrono 10 minuti a piedi.

Durante il giorno con bassa marea si potrà fare il bagno camminando un po’ verso il mare mentre sarà possibile affittare un kajak e pagaiando per una mezz’ora arrivare nell’isoletta deserta denomInata Bubog dove si potrà prendere il sole sulla spiaggetta o fare snorkelling, proprio qua durante lo snorkelling ho visto un anemone di mare con famiglia di clown fish.

A Sibaltan si può anche prenotare tutti i tour di El Nido e fate alcuni tour a Linapacan.

Noi abbiamo fatto il tour Linapacan A con Ursula beach club. Lo Snorkelling è stato spettacolare presso la barriera di shark island e successivo pranzo sulla spiaggia bianca e deserta nell’isola di Maoson.

Consiglio Sibaltan a coloro che nelle proprie vacanze vorranno veramente staccare la spina e ritrovare se stessi in un ambiente ancora lontano dallo sviluppo turistico di El Nido o Coron.

Maquinit hot springs, a 20 minuti da Coron Town

A 20 minuti di scooter da Coron town in direzione nord, su strada sterrata e oltrepassato il porto si trovano le Maquinit hot springs, sorgenti di acqua calda a due passi dal mare dove tra la vegetazione lussureggiante si trova un laghetto con acqua da 38 a 41 gradi centigradi.

Il momento migliore per visitarle con una perfetta tranquillità è il pomeriggio prima dell’arrivo dei turisti che hanno appena concluso i vari tour di Coron island, oltre a questo l’acqua sarà un po’ meno calda che nelle ore centrali della giornata.

Il relax sarà assicurato.

Se dopo il relax vorrete continuare il percorso della strada verso nord arriverete ad un bel punto panoramico davanti a Siete pecados per scattare una bella foto.

Continuando invece potrete arrivare alla spiaggia di Cabo Beach, che non sarà niente di speciale ma dove potrete entrare con 50 pesos e fare il bagno in un mare trasparente, cosa che non troverete a Coron Town.

Coron town ed i suoi tour. Alcuni consigli…..

Coron town si trova a sud dell’isola di Busuanga, isola principale dell’arcipelago delle Calamian islands.

La città è affacciata sul mare a circa 40 minuti di Van dall’aeroporto. Arrivando in città non si nota niente di particolarmente bello, ma solo stradine polverose e rumorose inoltre il mare è praticamente non balneabile e sporco. Molte sono le guest house per accogliere i visitatori che vengono qua per due motivi.

Il primo motivo per il diving mentre il secondo per i tour giornalieri sull’isola di Coron, di fronte al Coron city.

Riguardo ai tour giornalieri, mi sento di dare alcuni consigli a coloro che in futuro vorranno fare questa esperienza, che tra l’altro consiglio vivamente.

1- Prima di prenotare leggete bene le recensioni dell’agenzia su google perché tra le decine di agenzie si possono trovare agenzie non autorizzate e per questo anche il tour sarà un disastro.

2- Ho sentito di persone che durante le attività giornaliere in barca (snorkelling o o kaiak) sono rientrate in barca e controllando il proprio zainetto hanno verificato che qualcuno aveva sottratto denaro. Per questo consiglio di portare in barca solo poche decine di pesos che alla fine potrete destinare come mancia, quando il più delle volte il vostro equipaggio si comporterà in maniera esemplare come è successo nel nostro tour.

3- Potrete sempre prenotare il tour presso il vostro albergo e guest house, il prezzo non subirà variazioni.

Noi abbiamo prenotato il tour con la nostra guest house che si serve di “Calamian islands travel & tours”ed abbiamo fatto il tour denominato Coron island tour acquistato per 1600 php e comprendeva:

Kayangan lake

Twin Lagoon

Balinsasayaw Reef

Beach 91

Skeleton wreck

Cyc beach

Malwawey Reef

Il tour comprendeva il Van tra la guest house ed il Porto sua mandate che ritorno. L’uso del kayak. Pranzo a buffet nella Beach 91. Tutte le entrate dei parchi. La guida con licenza.

Sicuramente sia Kayangan lake che Twin Lagoon sono state le sue visite più belle. Il mare verde trasparente, le rocce tutte attorno a picco sul mare e la nuotata alle Twin Lagoon saranno qualcosa che vi lasceranno a bocca aperta.

Coron ci manchi già anche se siamo arrivati a Sibaltan, altro posto incantevole e fuori dalle rotte turistiche di Palawan

A presto

Taxi a Manila

Dopo un giorno trascorso a Manila posso subito dare alcune notizie che potranno essere utili ogniqualvolta vorrete prendere un taxi in questa caotica città.

Uscendo dall’aeroporto Terminal 1 dei voli internazionali, a sinistra si trovano i taxi gialli sicuramente i più sicuri in termine di onestà. Il costo per una corsa sino al centro di Makati ( quartiere di Manila) dove avevamo l’hotel è costata 350 Php.

Tassametro acceso regolarmente e tassista gentile, ci ha dato notizie su Manila e si è proposto, senza insistere, per il ritorno quando saremo di nuovo a Manila di fare un tour della città con il suo taxi, lasciandoci per questo il suo numero di cellulare.

Questa mattina invece dovendo prendere un aereo per un volo interno ci siamo fatti chiamare al volo, un taxi bianco dal portiere dell’albergo. Come volevasi dimostrare il tassista oltre a non accendere il tassametro ci ha chiesto dove volevamo andare, dopodiché ci ha detto 600 php.

Gentilmente ho fatto capire che il prezzo era troppo alto e che il giorno prima avevo speso la metà per un tragitto oltretutto più lungo. Il terminal 1 infatti è da tutta altra parte del terminal 4 e più lontano dalla città.

Borbottando un po’ in filippino a proposto poi 400 php ed io insistito per 300 php, poi 350 php ed io 300 php, alla fine siamo arrivati a destinazione e la mia compagna che aveva preparato i 300 php lo ha pagato senza problemi.

Adesso si vola con Skyjet a Busuanga per visitare Coron ma questo sarà un altro capitolo.

Sant’Antimo Abbey. Tuscany

One of the most examples of monastic architecture of the 13th century and by far the most important Romanesque building in the southern of Tuscany near Montalcino.

The church we see today was built around 1100 and took the place of an older 9th century abbey, of which little is left.

Until the 14th century it was an important spiritual, economic and cultural centre, often in conflict with the Republic of Siena.

The refined architectural elements

recall a decorative richness with French influences.

Trekking nel Parco della Maremma, Itinerario “Collecchio”

Il trekking “Collecchio” è costituito da due itinerari, C1 e C2, che partono entrambi dalla Tenuta dell’Uccellina ai bordi del Parco Regionale della Maremma.

Sia il C1 che il C2 hanno entrambi un tratto in comune, poi il C1 prolunga sino alla spiaggia detta Salto del Cervo.

L’inizio del trekking presso il podere Giulia attraversa un Oliveto sino ad arrivare ad una scala in legno che oltrepassa una recinzione (foto)

ed entra nel bosco sino alla TorreBassa .

Primo tratto Podere Giulia – Torre Bassa km 0,950

La Torre Bassa, un rudere, fu edificata dalla famiglia degli Aldobrandeschi nel 1200, oggi appare depredata dei blocchi di pietra che costituivano l’arco del portone principale, e’ rifugio di molti corvi e cimitero di due cani seppelliti recentemente nei pressi della Torre.

Si prosegue nel bosco per 180 metri sino al bivio della Torre dove continuiamo nel bosco sino alle VascheD’Argilla (km 1,350 )

Dalle Vasche D’Argilla, terreni umidi argillosi dove i cinghiali amano sguazzare per la pulizia del pelo, si prosegue verso Poggio alle Sugherine (km 0,610).

Questo tracciato, non molto lungo, presenta un sentiero in salita mettendo a dura prova il vostro fisico, ma arrivati in cima e salendo su una torretta in legno (foto)

si gode di una vista sulla costa e sulle isole dell’arcipelago Toscano che vi lasceranno a bocca aperta.

Ripartite dal Poggio alle Sugherine in discesa costeggiando sulla sinistra un tratto di bosco ceduo appena tagliato ( non è il massimo attraversare il bosco tagliato nei primi tempi, ma per il bosco questa pratica risulta fondamentale) si arriva alla Carbonaia (km 1,150).

Dalla Carbonaia potrete o ritornare al bivio della Torre (km 1,960) e chiudere il trekking C2 oppure (consigliato) proseguire il C1 ed arrivare con ancora km 1,850 sino alla spiaggia del Salto del Cervo.

L’ultimo tratto, prima della spiaggia, tra piante di rosmarino, ginepro, erica etcc. è un susseguirsi di profumi e panorami mozzafiato sulla costa. (foto)

La spiaggia è incastonata tra due scogliere, molto selvaggia, deserta, le mareggiate primaverili e le mancate manutenzioni, dato l’isolamento, hanno accumulato legna proveniente dal mare, ma quello che risalta all’occhio e’ la plastica che si è riversata sulla spiaggia durante le mareggiate.

Noi abbiamo raccolto la plastica sui 2 mq di spiaggia che abbiamo occupato, raccogliendo tutte le micro e macro plastiche e portandole nello zaino per tutto il trekking di ritorno.

Dato che negli ultimi tempi si sente molto parlare dell’avvelenamento del mare da parte delle micro plastiche, mi sento di suggerire alla Direzione del Parco di mettere un cartello nei pressi della spiaggia, prima della discesa finale dove possono arrivare i mezzi del parco, offrendo alle persone che arrivano con il trekking, un sacchetto da riempire di plastiche e lasciare il sacchetto nello stesso posto dove lo hanno trovato.

Credo che il mare ed il parco ne sarebbero molto grati.

Pettah, il quartiere del commercio a Colombo in Sri Lanka

Se vi trovate alla stazione di Colombo Fort non mancate di fare due passi nel quartiere di Pettah, dove nelle sue strade una moltitudine di venditori ambulanti e negozi vi faranno assaporare il piccolo commercio popolare di Colombo.

In ogni via potrete trovare solo un tipo di commercio, quindi troverete la via per le gioiellerie, quella dei vestiti, quella delle farmacie, quella dei fiori e via dicendo e se andrete a qualsiasi ora del giorno le vie saranno piene di acquirenti e venditori che urleranno a squarciagola.

Bello inoltre sarà vedere come le 4 religioni presenti in Sri Lanka sono presenti nel groviglio delle strade. Camminando troverete la Moschea Jami Ul Alfar, templi Indu’, Chiese Cristiane e Templi Buddisti.

Fort, il quartiere da visitare a Colombo in Sri Lanka

Il Centro di Colombo denominato Fort prende il nome dal forte costruito dai portoghesi, successivamente ampliato dagli olandesi ed infine nel XIX secolo demolito durante il dominio. britannico. Adesso il quartiere presenta il centro finanziario, gli edifici governativi e la casa presidenziale. Molte zone sono off limits per i turisti al fine di preservare la sicurezza degli uffici governativi inoltre troverete molti militari.

Passeggiando per le vie del quartiere si scorgono grossi grattacieli moderni in mezzo alle tipiche costruzioni di stampo olandese a mattoncini rossi.

Numerosi sono i negozi, gli alberghi e i ristoranti, tra questi non mancate di bere un the’ accompagnato da dolcetti alla PagodaGreenCabin, in un atmosfera di altri tempi, dove i Duran Duran, noto complesso inglese, giro’ il video di Hungry Like the wolf negli anni 80.

potrete vedere anche la torre dell’orologio al centro del quartiere, un tempo il faro costruito dagli inglesi durante il periodo coloniale.