Month: January 2015

Viaggio nel Calcedonio di Monterufoli

Inizio il mio racconto con una citazione di Giuseppe Antonio Torricelli (Firenze 1662-1719) noto artista per la lavorazione di pietre dure del mosaico fiorentino.
” Nella nostra Maremma di Volterra …. in luogo detto Monterufoli, vi sono Calcedoni di tutti i colori, cioè il bianco e giallo, il bianco e il rosso, il pavonazzo, il rosso, il carnato, il verde con macchia bianca, lo scuro e cento altri colori. La Natura ci ha insegnato una varianza stupenda….”
E con queste descrizioni che ho iniziato a visitare i boschi di Monterufoli, un tempo interessanti siti minerari per le maestranze dei Medici di Firenze che nel Rinascimento grazie alla riscoperta delle scienze naturali e delle arti minori, andarono a cercare il calcedonio in questi luoghi per essere lavorato e poter creare splendide opere artistiche che oggi sono facilmente visibili nei più bei luoghi dell’arte di Firenze.
Nella seconda metà del 500 sia Cosimo I dei Medici che i suoi discendenti, Francesco I e Ferdinando I, si circondarono di grandi artisti, creando laboratori per sperimentare la lavorazione delle pietre pregiate.
Nel 1588 al Granduca Francesco I
si deve la fondazione della Galleria
dei Lavori, una vera e propria manifattura artistica specializzata nella lavorazione delle pietre dure che in seguito si sarebbe trasformata nel ben noto “Opificio delle Pietre Dure”.
Il comprensorio di Monterufoli fa parte della Riserva Naturale di Monterufoli – Caselli di oltre 4000 ha di estensione con boschi ad alto grado di naturalità, fauna, flora autoctona e mineralizzazioni.
Le vecchie cave di calcedonio ormai sono state invase dalla fitta boscaglia e rimangono visibili solo le discariche con gli scarti della pietra di calcedonio che risulta essere molto bella perché costituita da quarzi di vari colori, dato che per la lavorazione in passato era ricercata solo la parte massiva.
Nei pressi delle cave si trova un particolare agriturismo denominato Villetta di Monterufoli situato in una vecchia stazione ferroviaria del 1800 a servizio di una miniera di lignite.
Per gli amanti dei boschi, dei minerali e della natura e’ un bellissimo angolo della Toscana meno conosciuta da scoprire.

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Un domenica invernale a Volterra.

Forse per il vento freddo che attraversa le viuzze tra i sontuosi palazzi medievali o forse il periodo successivo alla fine dell’anno, ma oggi a Volterra non c’era quasi nessuno a visitare questa misteriosa città, che reputo tra le più belle e ricche di storia della Toscana.
Per riscaldarmi ed iniziare il tour ho parcheggiato la mia auto presso il parcheggio della porta di Docciola che oltre ad essere uno dei pochi parcheggi gratuiti della città mi ha costretto a percorrere una scalinata di 199 scalini per arrivare sino a Piazzetta San Michele e dare inizio al tour della città.
Prima tappa il Teatro Romano risalente al I secolo a.c , subito fuori dalle mura medievali, veramente molto suggestivo. Il Teatro ospita attualmente due opere sul tema della Crocifissione di uno scultore polacco, Igor Mitoraj. L’imponenza delle opere di Mitoraj donano al Teatro una forza scenica di grande impatto.
Rientrando dentro le mura e percorrendo Via Matteotti (Via Guidi, per gli abitanti di Volterra) si arriva nella Piazza principale dove si trova il Palazzo dei Priori, il più antico Palazzo Comunale della Toscana i cui primi elementi risalgono addirittura al XIII secolo.
Dalla piazza si può entrare mediante una piccola entrata secondaria nella maestosa cattedrale del XII sec. dove si può ammirare oltre alle sculture di scuola pisana anche alcune ceramiche attribuite ad Andrea della Robbia.
Uscendo dalla porta principale della Cattedrale, ci troviamo di fronte al Battistero di S.Giovanni a pianta ottagonale, risalente al XIII secolo che al suo interno offre la parte più scenografica e teatrale delle mostre attualmente in corso a Volterra dal titolo Rosso Fiorentino, Rosso Vero che sarà possibile vedere sino al 31.12.2015.
Lasciati i suggestivi palazzi storici mi dirigo al parco fiumi dove è presente un’acropoli etrusca e sullo sfondo del parco la gigantesca fortezza medicea attualmente sede della colonia penale di massima sicurezza.
Non rimane che raggiungere la macchina e guidare sino al quartiere dei Borghi dove rimane da fare una sosta alla imponente chiesa di S.Giusto ed alle Balze di Volterra dove oltre alle mura etrusche vecchie di 2500 anni si può ammirare un tramonto invernale da favola.

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