La miniera di rame più grande d’Europa

La mia passione per le miniere mi ha portato a visitare in data 4 Dicembre la Miniera di Camporciano di Montecatini Val di Cecina in provincia di Pisa, nel giorno in cui festeggiavano i 170 anni della festa di S. Barbara protettrice dei minatori.
La Miniera di Camporciano fu la più grande miniera di rame d’Europa dove veniva estratto il minerale sin dai tempi degli etruschi che si spostavano da Volterra per l’estrazione del prezioso minerale a loro utile per utensili e suppellettili, mentre nel corso dei secoli di sfruttamento con vicende alterne arrivo’ sino al 1907 quando ne fu decretata la chiusura definitiva.
Nei primi anni duemila l’amministrazione comunale grazie al Sindaco Renzo Rossi che segui’ con attenzione la parziale messa in sicurezza e ristrutturazione delle strutture principali della miniera creando un parco museale di archeologia industriale visitabile e molto suggestivo che si presenta al visitatore a circa 1 km dal paese di Montecatini Val di Cecina, nella parte nord delle colline metallifere.
Dal Pozzo Alfredo, fulcro della miniera, si scendeva fino ad oltre 300 metri per estrarre il pregiato rame. Oggi vengono organizzate visite guidate al complesso della miniera e al Pozzo Alfredo.

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Rinunciare ad un viaggio

Oggi 29 Novembre doveva essere il mio primo giorno a La Paz, quante volte ho immaginato l’arrivo all’aeroporto di El Alto ed il trasferimento in ostello.
Purtroppo a volte le cose non vanno proprio come vorremmo che andassero e 3 giorni prima di partire mia mamma ha avuto un grosso problema di salute rischiando di lasciarci ed al momento sta lottando in ospedale senza una sola possibilità di guarigione.
In questi frangenti non è che uno abbia molta voglia di pensare ai propri viaggi, piuttosto la mente e’ rivolta a ripercorrere tutti quei momenti trascorsi insieme alla tua mamma e molto spesso mi trovo a parlarle a voce alta, sapendo che lei mi ascolta.
Un giorno o l’altro ritornerò a viaggiare e la Bolivia in solitario non mancherà, ma con certezza so che non sarà più come prima e viaggiando sugli altopiani andini al di sopra dei 5000 metri avrò la sensazione di essere più vicino a lei. Mamma mi manchi.

Una domenica piovosa a preparare il mio zaino per il viaggio in solitario in Bolivia e Cile.

Anche se mancano ancora 12 giorni e solitamente non mi comporto così, oggi ho sentito il bisogno di mettere a fuoco un po’ di idee per la preparazione del mio zaino per il viaggio in solitario, con zaino in spalla, che mi vedrà tra il 28 Novembre ed il 23 dicembre prossimo in Bolivia e Cile.
Il primo dubbio e’ stato nella scelta dello zaino: il vecchio Panther 65 della Karrimor o il meno datato Helion 80 della Deuter ?
Se non fosse perché il Panther oltre ad avere solo 65 litri di capienza e non avere la possibilità di chiusura con lucchetto la scelta sarebbe stata sicuramente per lui così ho optato per Helion che comunque risulta molto più affidabile sia per i suoi 80 litri che per la chiusura, che in Sud America consiglio vivamente a tutti.
L’unico difetto che va a sfavore di Helion sono le ruote che peraltro al suo acquisto furono proprio quelle che mi fecero fare la scelta. Con le ruote lo zaino e’ molto piu’ rigido e per lunghi tratti con zaino in spalla e’ molto faticoso.
Dato che mi appresto ad arrivare in Bolivia nei mesi di Novembre e Dicembre (dove nella guida di Lonely Planet non risultano neanche menzionati) con l’inizio dell’estate può darsi di trovare abbondanti piogge per cui per prima cosa vanno nello zaino il salvapioggia per zaino, un impermeabile, un cappello impermeabile e gli scarponi da trekking, segue un sacco a pelo, e ovviamente i medicinali per ogni evenienza, metto anche occhiali da sole con gradiente 4 e la crema solare dato che sarò sempre i 3000 metri slm. Per oggi basta così rimangono ancora 12 giorni per il resto dei preparativi….dimentico però che devo togliere 5 giorni in cui sarò in Inghilterra e forse sarà meglio preparare anche quel bagaglio a mano molto più semplice sicuramente dove non dovrò mettere anche tutto lo spirito di avventura che sarà necessario ad affrontare il mio prossimo viaggio.
Sud America siempre en mi corazon!

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Portobello: sobborgo e spiaggia ad Edimburgo

Pensando ad Edimburgo viene sicuramente in mente il fantastico castello che domina la città con le cornamuse che suonano ad ogni angolo, ma anche i numerosi pub con un atmosfera di altri tempi, dove è piacevole trascorrere una serata con musica dal vivo e sorseggiando una pinta di tennets.
Voglio però parlarvi di un luogo altrettanto bello e caratteristico, meno frequentato dai turisti che visitano la capitale scozzese, ma non per questo meno affascinante.
Si trova a circa 15 minuti dal centro, nella parte est della città, sulla costa firth of fort, raggiungibile con bus n.15 o n.26 a due piani da Princes street.
Si tratta della spiaggia antistante il sobborgo di Edimburgo denominato Portobello, lungo la quale si sviluppa la passeggiata lungomare e dove si affacciano molte villette di epoca vittoriana ed alcuni pub.
In estate e’ la spiaggia delle famiglie di Edimburgo che arrivano dalla città armate di ombrelloni, secchielli e palette, mentre fuori stagione, quando io la preferisco, ci sono persone che amano passeggiare con i loro cani durante le giornate più calde e nel momento del pranzo, fermarsi in uno dei pub a godere la vista del mare del nord o leggere un libro.
Passeggiare sulla spiaggia trovo che sia molto rilassante, migliaia di conchiglie giacciono sulla sabbia dove il mare del nord infrange le proprie onde e dove è possibile spingersi anche 50 metri verso il mare nei momenti di bassa marea. Consiglio di visitare questa spiaggia  a chiunque desideri un po’ di relax a due passi da questa splendida città.IMG_8810.JPG

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Una piacevole ed inaspettata sorpresa

Arrivai all’aeroporto di Newark dopo la mezzanotte con volo da Miami, ed uscito dall’aeroporto un leggero nevischio scendeva nella notte lento e silenzioso sulla città.
Francesco era venuto a riscontrarmi con la sua auto ed in meno di 20 minuti giungemmo a casa, un appartamento situato all’ultimo piano di un palazzo nei pressi della stazione di Lackwanna ad Hoboken sul fiume Hudson, NJ.
Lasciato il mio zaino in camera degli ospiti, mi affacciai alla finestra e inaspettatamente per la prima volta vedevo la Skyline di Manhattan in tutta la sua totalità dalla sponda opposta dell’Hudson (credo la più bella prospettiva che si possa avere) fu per me una sorpresa che mi lascio’ senza fiato, come un bambino di fronte ad un regalo che ha sempre desiderato e che finalmente riceve per Natale.
La sera stessa, anche se distrutto dalla stanchezza, non riuscivo ad addormentarmi, forse perché temevo di perdere quello spettacolo sorprendente di luci della Skyline che oltretutto riuscivo ad osservare anche disteso sul letto.
Alla fine cedetti e presi sonno, l’indomani mi avrebbe aspettato il primo giorno nella grande mela.

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Cornwall : Out of sight, but never out of mind

To spend a few days in Cornwall can be a pleasure for both lovers of nature, thanks to its striking landscapes, but also to lovers of history, as its past is so rich in facts and legends.
I took the Ryanair flight from Pisa to Bristol and after renting a car at the airport, I took the M5 to reach Plymouth in about 2 hours.
Plymouthis a town on the Devonshire coast positioned in a natural bay in which the port stands. It was completely destroyed in the Second World War as the Royal Navy base was situated there. Also of interest is a visit to the Plymouth Hoe Memorial, as it offers an fascinating view of the bay.
Leaving Plymouth to go to Cornwall, I stopped off at Polperro, a fishing village that was once an alcove for pirates being hidden away in a small bay.
Here time seems to stand still; under a rain shower I wander through the narrow streets set between little white house with slated roof and windmills and pass streams that flow under small wooden bridges; all the ingredients to make this a fairy-tale place.
I slept the night in a B & B in the only room left in the attic which was extremely clean and charming and I spent that evening in a bar offering live folk music, the singers had come specifically to Polperro for the music and art festival. An unforgettable evening.
The next morning I regrettably left Polperro in the direction of The Eden Project, an old kaolin quarry, where large greenhouses with transparent domes have been constructed and in which Mediterranean and tropical environments have been reproduced, perfectly controlled by a complex system of humidifiers and air conditioners. It is very impressive and educational for children but adults can also spend a very interesting two hours there.
In the evening, I arrived at Penzance, a town of 20,000 inhabitants situated on the beautiful bay of Mounts Bay. The British Rail train station terminal is also located here, being the most southern station in England. Being a weekend, it was tricky to find a B & B without having booked, but in the end I managed to find one near to the seafront, from where it was possible to admire St Michael’s Mounts in the distance, a former eleventh century Benedictine abbey that was transformed into a fortress and situated on an island that is accessible by foot at low tide, much like the Mont St. Michel in Normandy.
The next morning, after listening to Gaelic music and having seen the local market be enlivened by locals, I left for Land’s End, England’s most western resort set high up on a cliff, lashed by strong winds and massive waves.
From Land’s End I went to Tintagel Castle, where legend has it that King Arthur was born. The castle’s ruins rise up on a cliff overlooking the sea beneath which lies Merlin’s Cave, a natural cave that connects the two sides of the cliff. From the ruins of the castle, it is worth admiring the breath-taking view. The village of Tintagel still has the old post office and a myriad of souvenir shops and restaurants.
On my last night I stayed in Newquay, a seaside town famous for surfing, full of entertainment bars animated by young surfers.

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Portsmouth: a city of famous people, sailors and Pompey fans.

I arrived in Portsmouth from London having taken the train from Victoria Station, where in about 2 hours I reached the city, getting out at the station of Southsea. Coming out of the train station and going to the left is Guildhall Square, with its monument to Queen Victoria. Continuing along Guildhall Walk, one arrives at the Ibis Hotel in Winston Churchill Avenue, where one can stay with excellent value for money.
The city of Portsmouth in Hampshire has approximately 190,000 inhabitants, most of whom live in the city that is located on Portsea Island and where the Solent joins the English Channel.
The city boasts a great maritime tradition, with a vital past as the Royal Navy base and for which it suffered heavy bombing throughout the Second World War. Today the port, as well as still being the Royal Navy base, is of great importance for its goods and passenger docks.
Famous people who were born in Portsmouth include Admiral Nelson, hero of the Battle of Trafalgar, and the writer Charles Dickens, whose father was a payroll clerk in the British Navy; today it is possible to visit the writer’s birthplace.
Noteworthy places of interest for tourists include the Historical Dockyard near the harbour, where in a vast complex that is currently being restored, one can visit the Mary Rose Museum, the HMS Victory and HMS Warrior 1860 warships and the D-Day Museum.
The Mary Rose Museum opened in 2013, where the remains of the Mary Rose warship are exhibited, Henry VIII’s flagship raised from the seabed in 1982. One can relive aspects of life on board that have been perfectly reconstructed thanks to the numerous artefacts found, together with the evocative remains of the perfectly reassembled warship.
The architectural design of the museum combines contemporary architecture with a great respect for past history; indeed the museum is located exactly where the ship was constructed back in 1510.
Very close to the Museum is Spinnaker Tower, a 170-metre high tower that was inaugurated in 2005 to celebrate the city’s maritime tradition. It consists of two reinforced concrete pylons that join halfway up to form a single column to which steel sails are attached. From there, you can see the harbour, the city and on a good day, the Isle of Wight.
However, you cannot go to Portsmouth without paying a visit to Fratton Park, the Portsmouth football club’s stadium, especially if it’s a Saturday when the local team plays at home.
Fans of Portsmouth, also known as Pompey supporters, show strong affection for their team despite the fact that in the past 5 years it has gone through a crisis, being gradually relegated from the Premier League to League Two.
To think that in 2013, with a public subscription, the club passed into the hands of the fans, the “Pompey Supporters Trust” and who can now cheer on “their” team, in the true sense of the word, and bring it back to play in the championships where it deserves to be. I suggest you spend some time before the match in the local pubs, where you can understand the pride that the Portsmouth people feel for their city and team #pup.

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Cornovaglia, lontana dagli occhi, vicina al cuore

Trascorrere qualche giorno in Cornovaglia, per me un isola nell’isola, può essere piacevole sia per gli amanti della natura, grazie ai suoi paesaggi suggestivi ma anche agli amanti della storia grazie al proprio passato ricco di racconti e leggende.
Con Ryanair ho raggiunto Bristol da Pisa e noleggiata una macchina in aeroporto ho imboccato la M5 per arrivare a Plymouth in circa 2 ore.
Plymouth si è presentata con una serata tipica di pioggia inglese, cielo plumbeo e temperatura piuttosto bassa per essere in estate, ma questo fa parte dell’Inghilterra e dopo una serata in allegria in un pub si dimentica la brutta stagione.
Plymouth e’ una città della costa del Devon posizionata in una baia naturale all’interno della quale sorge il porto, in passato importante sede navale della royal navy e per questo oggetto di numerosi bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale che distrussero sia porto che città.
Molto bello il Plymouth Hoe con il faro ed una splendida vista sulla baia.
Lasciata Plymouth per entrare in Cornovaglia, mi fermo a Polperro, un paesino di pescatori un tempo alcova di pirati e nascosto in una piccola baia.
Qua Il tempo sembra essersi fermato, sotto una pioggerellina passeggio tra le viuzze strette tra casettine bianche con tetto di ardesia e mulini, i torrenti che scorrono sotto a ponticelli in legno, tutti ingredienti per rendere questo un posto da fiaba.
Trascorro la notte in un B&b nell’unica camera rimasta nella mansarda, pulitissima e accogliente e passo la serata in locale dove suonano dal vivo cantanti folk , arrivati in occasione per il Polperro music and art festival. Serata indimenticabile.
La mattina vi lascio immaginare la cura nella prima colazione preparata dalla coppia inglese che gestisce il B&b.
Lascio con dispiacere Polperro per dirigermi in direzione Truro, facendo però tappa a The Eden Project, una vecchia cava di Kaolino, dove sono state realizzate grosse serre a cupola trasparenti, all’interno delle quali sono stati riprodotti ambienti tropicali e mediterranei controllati perfettamente da un complesso sistema di umidificatori e condizionatori. Molto suggestivo e didattico per i bambini ma anche gli adulti trascorrono 2 ore molto interessanti. Mi dirigo poi a Truro capitale amministrativa della Cornovaglia situata al centro del fiordo di Carrick Roads. La cittadina ha un centro città che lascia pensare ad un passato molto importante con sontuose case in pietra in stile georgiano. Lascio Truro per arrivare in serata a Pencance, cittadina di 20 mila abitanti sulla splendida baia di Mounts Bay, qui si trova anche il capolinea delle british rail con la stazione più a sud dell’Inghilterra. Essendo fine settimana faccio fatica a trovare un B&b senza aver prenotato, ma alla fine ci riesco in un B&b nei pressi del lungo mare da dove e’ possibile vedere in lontananza St.Michael’s Mounts, un’antica abbazia benedettina del XI secolo trasformata poi in fortezza e posta su un isolotto raggiungibile a piedi con la bassa marea, molto simile a Mont St. Michel in Normandia.
La mattina seguente, dopo aver ascoltato musiche gaeliche e visto il mercatino animato da persone molto caratteristiche parto alla volta di Land’s End, località più a ovest dell’Inghilterra posta su una scogliera sferzata da un vento fortissimo e grosse onde dove molti sono i turisti che vengono a fare visita alla “fine della terra”.
Riparto da Land’s End per raggiungere Tintagel Castle, dove la leggenda narra sia nato Re Artu’ . Le rovine del castello sorgono su una scogliera a picco sul mare sotto al quale si trova la Grotta di Merlino , un grotta naturale che collega i due lati della scogliera. Dalle rovine del castello si osserva un panorama mozzafiato. Nel paese di Tintagel si trova ancora l’ufficio postale antichissimo, visitabile ed una miriadi di negozi di souvenir e ristoranti. La sera mi fermo a Newquay, cittadina sul mare nota tra gli amanti del surf, ricca di locali di divertimento animati dai giovani surfisti.
Dopo 4 notti trascorse tra Devon e Cornovaglia raggiungo la cittadine di Exter e successivamente Weston Super Mar sul mare del Somerset dove mi fermo per la notte essendo vicino all’aeroporto di Bristol dove mi attende la mattina seguente l’imbarco per Pisa.

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Grand Cayman, a paradise set between Mexico and Jamaica

In recent years, we have often heard people talk about Grand Cayman for reasons other than those that made me go and visit it. A pearl in the Caribbean located between Jamaica and Mexico that together with two other islands, Little Cayman and Bric Brac, makes up the Cayman Islands.
I arrived in the capital, George Town with the American Airlines scheduled flight from London Heathrow via Miami, the last flight from Miami to George Town took about an hour.
The small airport, characteristic of a Caribbean island, is distinctive for the photos you see in the arrivals hall of Queen Elizabeth II and her husband Prince Philip, to remind us that we are on territory of Her Majesty, the Queen of England.
For the few days I was in George Town, I stayed at the Marriot situated on the incredible Seven Mile Beach. A fantastic hotel with all the comforts and impeccably organised, the unforgettable breakfast and restaurant with the marvellous chef, Pepin.
Seven Mile Beach is the main beach of Grand Cayman with very fine coralline sand, crowded around the hotels, but if you want more privacy it is possible to also find more private areas of the beach; don’t miss talking a walk in the evening to watch the spectacular sunset.
In the days that I was on the island I just had to do some diving, given that there are so many interesting dive sites and with inviting water temperatures of up to 28 degrees.
Without doubt, I was most fascinated by the dive inside the Kittiwake shipwreck that lies at a depth of about 20 metres and where you can go into the hyperbaric chamber of the ship in which there is an air bubble in the upper section. Many fish swim around the wreckage, reminding us that we are in the Caribbean.
Another very good dive was at theOro Verde Wall where once you’ve made the giant leap from the boat you go down into the 500-metre deep blue waters, changing direction you reach the tip of a large rock that emerges from these blue waters, with a depth of 25 metres and steep walls and from which it’s great to see all the big fish passing by and thousands of colourful fish on the reef.
Another experience, this time without oxygen, and obviously inside the lagoon where the sea isn’t more than five metres deep and with the protection of the reef itself, you can go by boat to the area Stingray City and see the stingrays up close and who wants to, can be caressed by the crystal clear waters.
After leaving Stingray City, again by boat, it is must to stop off at Rum Point for a tasty grilled fish on the beach.
For the evening after having returned to George Town, I can recommend the waterfront restaurant, ‘Da Toniwhere you can eat great fish dishes and there is an ample variety of international wines.
I leave this paradise with a hint of melancholy and I thank all my friends for the days spent together and the excellent hospitality.20140301-162018.jpg20140301-162113.jpg

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A town by the ocean in Brazil submerged by sand dunes

I arrived in Itaunas (Espirito Santo) from Arrajal d’Ajuda via Euanopolis, where I took the connection for Santo André and from there to Conceicao da Barra to end my journey by taking the bus from Conceicao da Barra to my destination.
If I hadn’t had to wait for the connection for Conceicao da Barra from 3am to 12pm, it would have been an normal journey with 3 simple connections. To spend nine hours in the middle of the night in a bus station in an average Brazilian town is however, an adventure within an adventure.
Let me be clear, I am not talking about security, far from it, but the waiting around with nothing to do in a place that begins to slowly come alive at 3 in the morning, when it is possible to closely observe Brazil, the real one, with all its contradictions and its pluses.
Waiting at the Rodoviaria meant that I also met two globetrotting French people on their 6 month journey around South America who had the same destination as me and so we ended up being together for 2 days.
Finally by 4pm we reached Itaunas , with its typical streets of sand, that make the town look like a place from another era, almost unreal, perhaps also because of its geographical position that makes it difficult to reach from the main roads.
The carnival in February enlivens Itaunas, but even more people arrive in July for the Forro’ Festival,a typical dance of the north-eastern area and that is known of all over Brazil.
In the days when I was staying there, there must have been just fifty tourists, so it was easy and cheap to find a place to sleep or to eat in the few restaurants that were open and where you can enjoy the tasty Moqueqa dell’Espirito Santo, a vegetable and fish soup.
It is worth visiting the beach at Itaunas that can be reached from the Sand dunes that lie between the sea and today’s town but that covers the entire old town that was built between 1750-1800 after cutting down the forest that lay close to the beach. In 1930, thanks to the continual wind on the beach, little by little the old houses disappeared under the sand and the houses moved back to their current position.
The beach is part of the Estadual de Itaunas Park,a 3,674 hectare nature reserve which stretches for 25 km along the coast and has 20-30 metre high sand dunes. You will see many animals there, including monkeys, sloths, armadillos (tatú) and many others. The park is also one of the bases of the Projeto Tamar and in February I was able to witness, together with the biologists, the hatching of the eggs and the turtles entering the ocean to start their new life.

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